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«Il 25 aprile ha restituito la libertà e la dignità al nostro Paese». Si restaurerà il monumento allo “scalone”

L’orazione del prof. Bruno Maida scalda i cuori della platea: «La Repubblica e la Costituzione hanno le loro radici nella Resistenza»

«Il 25 aprile ha restituito la libertà e la dignità al nostro Paese». Si restaurerà il monumento allo “scalone”

Il sindaco Robaldo con il prof. Maida

La Messa nella chiesa di Sant’Agostino, il corteo per le vie cittadine accompagnato dalla Banda cittadina, l’omaggio al “Monumento ai Caduti” con la conclusione al Monumento ai “Morti per la Libertà”, presso lo “Scalone”. La mattinata del 25 aprile a Mondovì è stata come al solito ricca e intensa nel ricordo della Liberazione con tanta gente unita nel ricordo degli eventi di 81 anni fa.

«Un momento partecipato, per riportare al cuore tutte le persone che hanno sacrificato la vita per restituire la libertà e la dignità al nostro Paese» ha ricordato il sindaco di Mondovì, Luca Robaldo riprendendo le parole di don Egidio Motta durante la funzione del mattino.

L’orazione ufficiale era affidata al prof. Bruno Maida (docente di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Torino) che nel suo intervento, con un piccolo decalogo, ha decisamente infiammato la platea. «La Repubblica ha le sue radici nella Resistenza, con i suoi valori di uguaglianza e solidarietà. Valori che oggi sembrano un po' messi in discussione. La stessa Costituzione ha le sue radici nella Resistenza e chi dice il contrario dimostra di non averla capita. E il 25 aprile non può essere la festa di tutti: non si possono ricordare i caduti fascisti, non può essere la festa di chi oggi guarda al diritto internazionale come qualcosa che va bene fino ad un certo punto o non si impegna la pace».

Il prof. Maida ha poi ricordato il valore delle donne e del loro impegno: «E questa è anche la festa di Lidia Beccaria Rolfi». Infine un invito: «La bellezza del ricordo pubblico del 25 aprile deve abbinarsi ad un lavoro di tutti i giorni. La memoria, perché sia nostra, non deve essere una memoria uguale a sé stessa e morire nella retorica».

In chiusura della mattinata una promessa di Luca Robaldo: «L'anno scorso da qui prendemmo l'impegno di istituire il tavolo della pace ed educazione alla cittadinanza. Nella nostra comunità c'è stata la maturità per farlo e non era scontato. Oggi credo sia giusto impegnarsi per il restauro di questo monumento».

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