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25 Aprile 2026 - 14:45
Una delle studentesse premiate nel concorso promosso dall'Anpi Carrù
C’è un modo concreto per tenere viva la memoria della Resistenza: affidarla agli studenti. È quanto accade ogni anno a Carrù, dove il 25 aprile non è solo commemorazione, ma anche creatività e consapevolezza civica grazie al concorso promosso dalla sezione locale dell’ANPI, intitolato alla medaglia d’oro Felice Cenacchio.
Un’iniziativa «portata avanti ormai da tempo immemore» dall’attivissima ANPI carrucese (come ricorda la sua presidente Rosita Oreglia), che coinvolge le classi terze della Scuola secondaria di primo grado intitolata proprio a don Giorgio Oderda e al generale Giuseppe Perotti. I ragazzi sono chiamati a reinterpretare i valori della Liberazione attraverso elaborati artistici realizzati con il metodo del caviardage, una tecnica creativa che consiste nell’oscurare parti di un testo per far emergere nuove parole e significati, trasformando pagine scritte in poesie visive e riflessioni personali.
La cerimonia di premiazione si è svolta nella mattinata del 25 aprile presso il monumento ai Caduti di Carrù, nel cuore delle celebrazioni ufficiali. Due elaborati per ciascuna classe delle tre sezioni delle medie sono stati selezionati e premiati grazie alle borse di studio offerte dalla BCC Alpi Marittime.
Ecco tutti i premiati:
Classe 3A
Classe 3B
Classe 3C
Alla cerimonia erano presenti le autorità locali, le Forze dell'ordine e le associazioni del territorio, la banda musicale "Alesina", gli Alpini, la Fidas e i Volontari del soccorso di Clavesana. Il sindaco di Carrù, Nicola Schellino, ha ricordato come l’anniversario della Liberazione porti con sé tre ricorrenze fondamentali: il referendum istituzionale, il voto anche alle donne e la nascita dell’Assemblea Costituente, «un’assemblea variegata, composta da sensibilità diverse, unita da un minimo comune denominatore: la libertà».
Un passaggio forte del suo intervento ha riguardato l’indifferenza, definita «il male di ieri e di oggi, anche verso la res publica». Tre gli antidoti indicati dal primo cittadino contro l'indifferenza: «ricordare, non dimenticare, scegliere», con un riferimento ai primi dodici articoli della Costituzione come bussola per orientarsi nel presente.
Al suo fianco il vicesindaco del Consiglio comunale dei ragazzi Filippo Bogliotti.

Momento particolarmente toccante quello della lettura, da parte della presidente Anpi Rosita Oreglia e del capogruppo degli Alpini di Carrù Giorgio Pellegrino, dei nomi dei 18 partigiani carrucesi caduti per la libertà. Un elenco che colpisce per la giovane età di molti di loro:
Domenico Ferrero (21 anni), Alberto Maggioni (21), Giuseppe Puppo (21), Carlo Giulio Brocca (20), don Giuseppe Dogliani (41), generale Giuseppe Perotti (48), Pietro Milone (22), Giacinto Schellino (32), Margherita Pecollo (22), Giovanni Daziano (25), Giuseppe Lubatti (19), Felice Cenacchio (18), Francesco Occelli (22), Giovanni Filippi (19), Costanzo Ciravegna (18), Giacomo Curreno (16), Carlo Milone (27), Michele Lasalvia (26).
L’orazione ufficiale è stata affidata allo storico Fabio Bailo, presidente del Consiglio comunale di Bra.
«Perché presero le armi? A ogni persona corrisponde un gesto personale. Scelsero”, ha sottolineato, richiamando anche un passaggio del Partigiano Johnny: “Devi comprendere, abbracciare una parte”».
La memoria, ha aggiunto, «è un bene fragile, che ha bisogno di manutenzione», cioè di essere trasmessa e condivisa. Un dovere civile ancora più urgente in un presente che rischia di vivere solo nell’immediatezza.
In una provincia come quella di Cuneo, «partigiana per eccellenza», con circa 2.000 caduti e oltre 12.000 combattenti, il concorso dell’ANPI di Carrù rappresenta un esempio concreto di educazione alla cittadinanza. Qui la Resistenza non è solo una pagina di storia, ma un racconto che si cerca di far raccontare anche e soprattutto attraverso i giovani.
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