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100 anni e non sentirli. Ma il tramezzino, è nato a Torino o a Venezia?

L'appassionante disputa sul "cugino raffinato" del panino, ha una spiegazione ben precisa

100 anni e non sentirli. Ma il tramezzino, è nato a Torino o a Venezia?

Cento anni e non sentirli. Il tramezzino, versione raffinata e “da salotto” del più popolare panino, compie un secolo portando con sé non solo un’eredità gastronomica, ma anche una piccola, gustosissima contesa tutta italiana: è nato a Torino o a Venezia?

La risposta, almeno sul piano storico, sembra avere accento sabaudo. Siamo nella Torino degli anni Venti, città elegante e borghese, dove il lessico italiano cerca alternative più “nostrane” ai forestierismi. È proprio qui che il termine “tramezzino” viene coniato per sostituire l’inglese sandwich. L’idea non è solo linguistica: il tramezzino nasce come oggetto di distinzione, un boccone morbido, senza crosta, dalla forma triangolare, pensato per accompagnare aperitivi e conversazioni garbate.

Eppure, come spesso accade nella storia del costume, non basta nascere per diventare mito. Qui entra in scena Venezia. Se Torino ha dato al tramezzino il nome e i natali, la città lagunare gli ha regalato la fama — e soprattutto una nuova identità. Nei bacari e nei bar veneziani, il tramezzino si trasforma: da discreto spuntino diventa protagonista esuberante, “gonfiato”, generosamente farcito, quasi opulento. Tonno e uova, prosciutto e funghi, gamberetti e salse: ogni morso è un piccolo eccesso.

È proprio questa versione veneziana, abbondante e scenografica, ad aver conquistato il grande pubblico. Il tramezzino diventa così un simbolo trasversale: chic ma accessibile, veloce ma curato, semplice ma mai banale. Un equilibrio tutto italiano tra forma e sostanza.

La disputa, dunque, resta aperta più per affetto che per reale incertezza. Torino può rivendicare con orgoglio l’origine e l’invenzione del nome; Venezia, dal canto suo, può dire di aver trasformato quel delicato triangolo in un fenomeno popolare e irresistibile.

Forse la verità sta proprio nel mezzo — o, per restare in tema, “tra i mezzi”. Il tramezzino è figlio di Torino, ma è cresciuto a Venezia. E come spesso accade con le cose migliori, la sua identità è il risultato di più mani, più gusti, più storie.

Cent’anni dopo, resta lì, sui banconi dei bar italiani, a ricordarci che anche un semplice pezzo di pane può raccontare molto più di quanto sembri.

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