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Piccole imprese: “Senza ricambio generazionale rischiamo di perdere tutto”

L'allarme di CNA: oltre un milione di attività dovrà affrontare il passaggio di testimone: in Piemonte la sfida riguarda lavoro, competenze, territori e futuro dell’artigianato

Piccole imprese: “Senza ricambio generazionale rischiamo di perdere tutto”

Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI

Il futuro di migliaia di piccole imprese si gioca su una domanda semplice e decisiva: chi porterà avanti l’attività domani?

È questo il cuore dell’allarme lanciato da CNA Piemonte sul tema del passaggio generazionale, una delle sfide più delicate per il sistema produttivo italiano. Nei prossimi anni, infatti, oltre un milione di imprese dovrà affrontare la trasmissione dell’attività, ma non sempre esistono le condizioni per garantire continuità.

Il rischio è concreto: non perdere soltanto aziende, ma anche lavoro, competenze, identità e saperi costruiti in decenni di esperienza.

Secondo l’indagine realizzata da CNA su oltre 2.000 imprenditori a livello nazionale, più dell’80% degli imprenditori over 40 ha già riflettuto sul futuro della propria attività. Eppure, oltre la metà non ha ancora avviato azioni concrete per pianificare il passaggio.

Un nodo che in Piemonte pesa in modo particolare, soprattutto tra micro e piccole imprese, realtà spesso radicate nei territori e fondate su competenze artigiane difficili da sostituire. Qui il passaggio generazionale non è solo una questione aziendale: è una partita che riguarda la tenuta economica e sociale delle comunità.

A complicare il quadro ci sono fattori già noti agli imprenditori: burocrazia, pressione fiscale, costo del lavoro, difficoltà nel reperire personale qualificato e accesso al credito sempre più difficile. Proprio la riduzione del credito penalizza chi vorrebbe rilevare un’attività esistente, rendendo più fragile il passaggio a dipendenti o a terzi.

«Il passaggio generazionale non è più un tema rinviabile – dichiara il presidente di CNA Piemonte, Giovanni Genovesio – perché riguarda direttamente la tenuta del nostro sistema economico. In Piemonte, come nel resto del Paese, esiste una forte consapevolezza del problema, ma troppo spesso mancano strumenti concreti e condizioni favorevoli per accompagnare questo processo».

Sulla stessa linea il segretario di CNA Piemonte, Delio Zanzottera, che evidenzia come le difficoltà si inseriscano in un contesto già complesso, segnato da costi elevati, mercati incerti e riduzione del credito. «Non si tratta solo di favorire la nascita di nuove imprese – sottolinea – ma di garantire continuità a quelle esistenti».

Il tema è stato al centro anche di CNA Next 2026, a Roma, dove è emersa la necessità di trasformare questa criticità in una leva di sviluppo. In quell’occasione è stata valorizzata anche l’esperienza di SOROR snc – Antica Erboristeria Rossi di Novara, esempio positivo di continuità capace di unire tradizione, competenze e visione futura.

Anche durante il Next Lab Piemonte imprenditori e nuove generazioni si sono confrontati sul tema, facendo emergere una doppia verità: da un lato i giovani portano innovazione, apertura e nuove competenze; dall’altro il passaggio richiede tempo, fiducia, organizzazione e strumenti adeguati.

Per CNA Piemonte la strada è chiara: servono politiche mirate e misure economiche concrete per rendere sostenibile la trasmissione d’impresa, sia dentro la famiglia sia verso dipendenti o terzi.

Perché dietro ogni piccola impresa non c’è solo un bilancio. Ci sono persone, storie, botteghe, officine, laboratori, professionalità. E se il passaggio di testimone fallisce, il rischio è che a spegnersi non sia soltanto un’insegna, ma un pezzo intero di futuro dei territori.

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