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Chi è morto e chi è riuscito a tornare: le foto che ricordano i soldati, partiti per la guerra

Iniziativa dei Volontari per l'arte, in occasione del 25 Aprile: «Ci sono genitori che hanno aspettato il figlio per tutta la vita»

Chi è morto e chi è riuscito a tornare: le foto che ricordano i soldati, partiti per la guerra

Il sindaco Lasagna con i bambini della Primaria e i Volontari per l'arte, all'inaugurazione delle targhe

Lunedì 27 aprile, la comunità di Piozzo si è riunita per celebrare il 25 Aprile e ricordare uno dei momenti più significativi della storia del nostro Paese: la riconquista della libertà, della dignità e della democrazia.

Una giornata intensa e partecipata, nel ricordo di quanti – uomini e donne, spesso giovanissimi – ebbero il coraggio di scegliere da che parte stare, pagando talvolta con la propria vita. A loro è stato rivolto il pensiero riconoscente dell’intera comunità.

Da parte del sindaco Sergio Lasagna e dell'Amministrazione comunale, un sentito ringraziamento al Gruppo Alpini, guidato dal presidente Fausto Ballauri, alle Associazioni presenti, al parroco don Antonio Calandri, alle insegnanti e alle bambine e ai bambini della Scuola dell’infanzia e della Primaria, la cui presenza e partecipazione hanno reso la cerimonia ancora più significativa, e a tutti i cittadini intervenuti, testimoniando il valore della memoria condivisa.

Un grazie speciale ai Volontari per l’Arte che, in occasione della commemorazione, hanno installato presso il Monumento ai Caduti le fotografie dei soldati di Piozzo della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, accompagnate da una poesia: sia di coloro che hanno perso la vita, sia di chi, fortunatamente, è riuscito a fare ritorno a casa. Un gesto prezioso, capace di restituire volti, emozioni e storie alla memoria collettiva della nostra comunità.

Nel corso della commemorazione è stato anche rinnovato l’invito a custodire ogni giorno i valori della pace, della solidarietà e del rispetto reciproco, soprattutto in un tempo segnato ancora da guerre e divisioni.

La libertà non è solo un’eredità ricevuta, ma una responsabilità da vivere e difendere ogni giorno.

L'INIZIATIVA DEI VOLONTARE PER L'ARTE
In occasione della festa della Liberazione, i Volontari per l'arte hanno affisso due targhe con le foto dei soldati piozzesi, accompagnati da una poesia di Ungaretti

«Vogliamo ricordare, con pannelli affissi su alcuni edifici storici, la storia, la generosità e l’altruismo di tanti piozzesi venuti prima di noi. E non potevamo non ricordare i nostri soldati della prima e della seconda guerra mondiale: chi non è più tornato, chi non è più tornato neppure fisicamente, perché le loro spoglie sono rimaste lontano sul Carso o nelle steppe della Russia, ma anche chi è tornato con la morte nel cuore per le troppe atrocità viste e vissute – spiegano i Volontari per l'arte –. Ci sono madri, padri che hanno continuato ad aspettare il proprio figlio disperso nella steppa Russa per tutta la vita, fino in punto di morte, raccomandando ai familiari che restavano: “quand u turna dije che j’heu sampe spetaro”, cioè "Quando torna, ditegli che non ho mai smesso di aspettarlo". Ci sono tanti nomi di soldati scritti nel freddo del marmo: qui ci sono dei volti. Guardandoli possiamo ancora riconoscerli: era il padre di..., è il nonno di..., lo zio di…, il vicino. La poesia di Ungaretti che accompagna i volti dice che il loro ricordo non fa più rumore del crescere degli alberi a loro dedicati, all'Alba Rosa. Ognuno di questi alberi ricorda un Caduto, e porta con sé un forte messaggio contro la guerra, la violenza, l’odio e la sopraffazione. Ma anche un invito ad ascoltare in silenzio, a imparare dal sacrificio dei Morti, per costruire una civiltà capace di comprendere, non di distruggere».

Cessate d’uccidere i morti,
non gridate più, non gridate
se li volete ancora udire….

Hanno l’impercettibile sussurro,
non fanno più rumore
del crescere dell’erba,

del respiro di questi alberi
piantati, ognuno,
per ricordare qualcuno che non è più tornato.

Da “Non gridate più” di Giuseppe Ungaretti.

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