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«Belle, le nuove "case di comunità" per i medici: ma chi controlla se funzionano?»

La proposta del "Patto Civico per la Granda"

«Belle, le nuove "case di comunità" per i medici: ma chi controlla se funzionano?»

«Abbiamo visto che in questi giorni ci sono state tante inaugurazioni, nel Cuneese, delle nuove "case di comunità"». Un nuovo tipo di presidio sanitario Asl per ospitare medici di base e ambulatori.

Tutto molto bello. Ma ci sarà qualcuno a controllare se e come funzionano? «Noi proponiamo di istituire un gruppo che faccia da "osservatorio". Per segnalare le cose che non vanno (se vi saranno) e provare a proporre correttivi».

A dirlo è il nuovo partito civico "Patto Civico per la Granda", fondato da Luca Robaldo e oggi presieduto da Alberto Pettavino. 

«La firma dell'accordo fra la Asl Cn1 e l'Ordine dei Medici a proposito di chi potrà operare in queste strutture e l'intenzione del Ministro della Salute Schillaci di introdurre nuove regole a sostegno di questi presìdi, ci hanno convinti a strutturare un vero e proprio osservatorio. L'intento è quello di interloquire coi cittadini per aiutarli a conoscere queste strutture. Al contempo verificare che esse funzionino secondo gli obiettivi del PNRR e quelli dati dalla Regione Piemonte. "Patto Civico per la Granda" ritiene che il territorio possa beneficiare di queste strutture ma per farlo è necessario che esse siano conosciute e ne sia riconosciuto il ruolo. Indispensabile sarà l'interlocuzione con i medici di medicina generale, che per l'associazione rivestono un ruolo fondamentale nella sanità territoriale. Il nostro sarà un approccio costruttivo, teso a mettere in evidenza le caratteristiche positive di questa azione. Al contempo, senza nulla togliere al controllo regionale, segnaleremo le cose che non vanno (se vi saranno) e proveremo a proporre correttivi. Un investimento così importante necessita di avere al proprio fianco gli amministratori locali e necessita del loro approccio costruttivo e pragmatico. I dati raccolti e le segnalazioni dei cittadini saranno resi pubblici nel corso di presentazioni cadenzate nel tempo e trattati nel modo più oggettivo possibile, al fine di contribuire costruttivamente a questa importante e nuova fase della sanità territoriale.

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