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Toner esausti abbandonati nel capannone, in arrivo l'ordinanza per rimuoverli

Il caso oltre che Niella Tanaro coinvolge (in misura minore) anche Carrù

Toner abbandonati nel capannone, in arrivo l'ordinanza di rimozione

Il capannone in via Garibaldi

Il caso dei toner esausti a Niella Tanaro coinvolge anche Carrù, dove parte dei rifiuti è stata riposta all’interno del capannone in via Garibaldi. Un fronte locale che nelle prossime settimane entrerà nella fase decisiva, con l’emissione dell’ordinanza di rimozione e smaltimento. Secondo quanto emerso, l’istruttoria amministrativa dall’ufficio tecnico comunale relativa al sito carrucese si è ormai conclusa.

Il procedimento è entrato nella fase finale e l’ordinanza sarà indirizzata ai soggetti ritenuti responsabili, tra cui la società Rduegi – già in liquidazione giudiziale – e l’amministratore coinvolto. L’obiettivo è quello di procedere allo sgombero dei materiali e al loro corretto smaltimento, chiudendo una vicenda che presenta implicazioni ambientali ed economiche. Il caso di Carrù è strettamente collegato a quello, più ampio, di Niella Tanaro, dove si concentra la parte principale dello stoccaggio: circa 610 tonnellate di toner esausti depositati in sacchi  all’interno di un capannone.

Una situazione che ha portato il Comune a intervenire con un’ordinanza per la rimozione dei rifiuti, stimando in circa 800 mila euro il costo dello smaltimento. Proprio su questo provvedimento si è recentemente espresso il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte, respingendo la richiesta di sospensiva avanzata dalle società proprietarie dell’immobile e dei terreni, Star Immo e Fr Immobiliare. Le ditte avevano presentato ricorso contro l’ordinanza, ma i giudici amministrativi hanno ritenuto sussistente una responsabilità per omesso controllo, lasciando dunque in vigore l’obbligo di sgombero entro novanta giorni.

La vicenda giudiziaria è poi proseguita nel merito, con il Consiglio di Stato, che ha invece accolto l’appello delle ditte ritenendo che l’ordinanza avrebbe dovuto circostanziare meglio nelle motivazioni l’elemento delle responsabilità a carico dei ricorrenti. L’ordinanza è dunque sospesa ma è facolta del Comune emetterne una nuova, rispondente alle osservazioni mosse. La quesione non è banale perchè il rischio è che i costi dello sgombero debbano ricadere sul Comune di Niella Tanaro: un onore non da poco per le casse.

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