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28 Aprile 2026 - 09:37
Il capannone in via Garibaldi
Il caso dei toner esausti a Niella Tanaro coinvolge anche Carrù, dove parte dei rifiuti è stata riposta all’interno del capannone in via Garibaldi. Un fronte locale che nelle prossime settimane entrerà nella fase decisiva, con l’emissione dell’ordinanza di rimozione e smaltimento. Secondo quanto emerso, l’istruttoria amministrativa dall’ufficio tecnico comunale relativa al sito carrucese si è ormai conclusa.
Il procedimento è entrato nella fase finale e l’ordinanza sarà indirizzata ai soggetti ritenuti responsabili, tra cui la società Rduegi – già in liquidazione giudiziale – e l’amministratore coinvolto. L’obiettivo è quello di procedere allo sgombero dei materiali e al loro corretto smaltimento, chiudendo una vicenda che presenta implicazioni ambientali ed economiche. Il caso di Carrù è strettamente collegato a quello, più ampio, di Niella Tanaro, dove si concentra la parte principale dello stoccaggio: circa 610 tonnellate di toner esausti depositati in sacchi all’interno di un capannone.
Una situazione che ha portato il Comune a intervenire con un’ordinanza per la rimozione dei rifiuti, stimando in circa 800 mila euro il costo dello smaltimento. Proprio su questo provvedimento si è recentemente espresso il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte, respingendo la richiesta di sospensiva avanzata dalle società proprietarie dell’immobile e dei terreni, Star Immo e Fr Immobiliare. Le ditte avevano presentato ricorso contro l’ordinanza, ma i giudici amministrativi hanno ritenuto sussistente una responsabilità per omesso controllo, lasciando dunque in vigore l’obbligo di sgombero entro novanta giorni.
La vicenda giudiziaria è poi proseguita nel merito, con il Consiglio di Stato, che ha invece accolto l’appello delle ditte ritenendo che l’ordinanza avrebbe dovuto circostanziare meglio nelle motivazioni l’elemento delle responsabilità a carico dei ricorrenti. L’ordinanza è dunque sospesa ma è facolta del Comune emetterne una nuova, rispondente alle osservazioni mosse. La quesione non è banale perchè il rischio è che i costi dello sgombero debbano ricadere sul Comune di Niella Tanaro: un onore non da poco per le casse.
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