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28 Aprile 2026 - 10:40
«I piemontesi potrebbero essere visitati da un medico o da un odontoiatra, assistiti da un infermiere o trattati da un fisioterapista di cui non si sa praticamente nulla: cosa ha veramente studiato, quali competenze professionali ha acquisito, se parla italiano». A lanciare l’allarme è l'Ordine dei Medici e Odontoiatri di Torino. Sono 3.224 in Piemonte i sanitari stranieri extra‑UE che non hanno il riconoscimento del titolo da parte del Ministero della Salute: 518 sono medici, oltre 160 odontoiatri. «Nessuno può essere iscritto All’Ordine dei Medici e Odontoiatri che è tenuto al controllo dei professionisti. Dal 2023, via via, sono entrati all’interno del sistema sanitario regionale, in un anno quasi mille in più. Erano 2.445 a giugno del 2025».
Un tema molto delicato, affrontato la scorsa settimana dal presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri Guido Giustetto durante l’assemblea annuale degli iscritti. «Non certo un problema solo piemontese – ha precisato - ma un tema da affrontare con urgenza perché può incidere negativamente sull’organizzazione e sulla qualità dei servizi offerti ai pazienti».
Di recente, la Regione Piemonte ha confermato il ricorso strutturale a personale sanitario formato all’estero per far fronte alla persistente carenza di medici, infermieri e operatori socio‑sanitari. E con la determina n. 204 del 3 aprile 2026 è stato aggiornato l’elenco regionale dei professionisti stranieri abilitati all’esercizio temporaneo delle professioni sanitarie.
Elemento centrale è la proroga stabilita fino al 31 dicembre 2029, introdotta dalla legge n. 199/2025, che estende nel tempo una misura nata in fase di emergenza durante la pandemia. Una proroga che consente alle strutture sanitarie pubbliche e private di continuare ad avvalersi di professionisti stranieri per garantire la continuità dei servizi.
«In attuazione della disposizione normativa d’emergenza medici e sanitari provenienti da paesi extra‑UE possono dunque richiedere l’inserimento del proprio nominativo in un elenco regionale speciale in virtù del possesso di titolo abilitante alla specifica professione sanitaria (medico, dentista, infermiere), che viene meramente dichiarato dal professionista ma non verificato attraverso canali ufficiali. La Regione fondamentalmente fa una semplice verifica sui documenti esibiti e non è in grado di valutare il percorso di studio. Inoltre, non sono previste ulteriori condizioni come l'effettiva capacità di comunicare in italiano con il paziente».
«Il sistema sanitario regionale continua dunque a reggersi su un equilibrio fragile – sottolinea Giustetto – da un lato la necessità immediata di coprire carenze di organico sempre più marcate; dall’altro il rischio di consolidare un modello basato su soluzioni di emergenza».
La Commissione Albo Odontoiatri di Torino, ha formalmente sottoposta alla Regione Piemonte, la richiesta di escludere gli odontoiatri dall’elenco temporaneo dei professionisti sanitari autorizzati all’esercizio in deroga alle norme vigenti, al fine di tutelare la sicurezza e la continuità delle cure.
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