«Posso fare la spesa in un comune diverso da quello in cui abito? Gli spostamenti verso comuni diversi da quello in cui si abita sono vietati, salvo che per specifiche esigenze o necessità. Fare la spesa rientra sempre fra le cause giustificative degli spostamenti. Laddove, quindi, il proprio comune non disponga di punti di vendita o nel caso in cui un comune contiguo al proprio presenti una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica, di punti vendita necessari alle proprie esigenze, lo spostamento è consentito, entro tali limiti, che dovranno essere autocertificati».
Sono le parole pubblicate sul sito del Governo, aggiornando le Faq (l’elenco delle domande più frequenti con le relative risposte) relative alle restrizioni in vigore per le zone rosse del Paese, che integra tra le motivazioni anche la "maggior convenienza economica". Non un passaggio da poco.
Si era mosso in prima persona per un chiarimento il presidente Confindustria di Cuneo Alberto Balocco, ad di Balocco spa, per «scongiurare il rischio che si ripetesse l’errore in merito all’approvvigionamento di generi alimentari che venne compiuto con le limitazioni troppo restrittive attuate a marzo». L’azienda dolciaria fossanese ha emesso un comunicato in cui chiarisce come la precisazione sia importante perché il Governo ha preso atto del fatto che costringere di nuovo i consumatori a lunghe code per fare la spesa non ha senso, quando invece è possibile approvvigionarsi in piena sicurezza in negozi più grandi, con maggior disponibilità di spazio e assortimenti, anche se situati in centri limitrofi.
Alberto Balocco ha commentato: «Siamo molto contenti che il Governo abbia dato seguito al nostro appello. Questa piccola modifica è fondamentale per tutti noi, imprenditori e retailer, ma anche per i cittadini e i consumatori, i quali possono finalmente essere liberi di muoversi nel comune vicino per fare la spesa con più scelta, più convenienza, minori code e assembramenti». Confindustria Cuneo aveva subito appoggiato la richiesta partita da Balocco, in particolare per bocca di Alberto Biraghi, presidente del Comitato Piccola industria e Ad della Valgrana spa di Scarnafigi: «È una buona cosa anche per le industrie produttrici, perché contribuisce a rendere meno ostici i problemi logistici relativi al rifornimento dei punti vendita rispetto a una chiusura entro il territorio comunale presa troppo alla lettera».
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