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Miriana, da Magliano al Kenya per la terza volta: «Aiutare gli altri mi fa stare bene»

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Miriana Barberis in Kenya con una giovane paziente, in uno dei grandi stanzoni dell’Ospedale di Chaaria, durante la sua seconda esperienza, nel 2019

Con il Kenya ha ormai un legame speciale, profondo, difficile da descrivere. Miriana Barberis, infermiera maglianese di 28 anni, ad inizio febbraio tornerà in Africa per la terza volta, come volontaria in un Ospedale. «Sono molto emozionata. Con il lavoro in Ospedale a Cuneo non era così facile trovare il momento buono per partire, così ho deciso di sfruttare due settimane di ferie – ci racconta –. Ho una voglia pazzesca di tornare in Kenya. Non mi interessano i complimenti (che in queste settimane le stanno arrivando da ogni parte, specialmente via social, ndr.). Vado là solamente perché aiutare gli altri mi fa stare bene. Partirò il 1º febbraio e tornerò il 15. Non vedo l’ora di essere sul posto e di potermi rendere utile». 28 anni, idee chiarissime e un cuore grande così, Miriana prosegue: «Sono stata in Kenya la prima volta subito dopo la laurea, nel 2017, avevo 23 anni. Poi ci sono tornata due anni dopo, nel 2019. Ora, passata l’emergenza della pandemia, sono pronta per risalire sull’aereo». Quattro anni fa, tramite l’Associazione umanitaria “Kenya Mission Hospital - Africa Calling”, Miriana aveva lavorato a Chaaria, un paesino poco lontano dalla città di Meru, dove fratel Beppe Gaido gestisce il “Chaaria Mission Hospital”. Ora, grazie al contatto con un medico che lavora lì in pianta stabile, Miriana ha siglato un nuovo accordo di collaborazione, anche se non ha ancora ricevuto indicazioni precise sulla sua missione: «Mi hanno solo detto che lavorerò nell’Ospedale di Matiri (un piccolo villaggio rurale nella savana, a sud del monte Kenya) e che con me ci saranno altri volontari – aggiunge, sorridendo –. Purtroppo due settimane sono poche e avrò appena il tempo di ambientarmi, ma è meglio di niente. Ringrazio fratel Beppe, che ancora una volta si è mostrato subito disponibile ad accogliermi. Al mio rientro, vi racconterò questa nuova esperienza».
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