Nasceva da un sopralluogo effettuato dai Carabinieri Forestali presso il Parco Safari di Murazzano il procedimento che ha coinvolto il direttore, T.F., il veterinario C.A. e il responsabile amministrativo della Safari srl, Y.Z., ovvero la società che gestisce il giardino zoologico. Le accuse erano di falsità in registri e notificazioni, falso ideologico e violazione del decreto legislativo 231/2001 sui reati ambientali. Il Tribunale non ha riscontrato però illeciti penali: tutti gli imputati sono stati assolti dal giudice Giovanni Mocci, con la formula “il fatto non sussiste”. La Procura, rappresentata dal pm Gianluigi Datta, aveva chiesto per il direttore la condanna a otto mesi di reclusione, per il veterinario a cinque mesi e per il responsabile della società una sanzione pecuniaria pari a 10mila euro. Dai controlli effettuati nell’ottobre 2020 era emerso che alcune carcasse di animali erano state smaltite in una fossa, all’interno dei confini del parco. A una profondità di...
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