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Mondovì e la storia infinita della chiesa di Sant'Evasio: «Il Comune che vuol fare?»

Sant Evasio
Per la centesima volta, o giù di lì, si parla di Sant'Evasio a Carassone. Se ne parla... e basta, perché da quella (ex) chiesa è senza destinazione da quasi vent'anni e da dodici è coperta da i ponteggi, sotto un cantiere che non ha fine... ma che in realtà non esiste. Perché non ci sono operai, non ci sono lavori. C'è solo un ponteggio, che ogni tanto dà problemi (come quando il vento aveva fatto crollare il telone che copriva la facciata). È uno dei simboli delle questioni irrisolte di Mondovì. Tanto che oggi qualcuno si chiede: «Ma questo ponteggio... di chi è? È di proprietà del Comune? O è in affitto?». La domanda la pongono i tre consiglieri del Centrosinistra di Mondovì, che hanno presentato un'interrogazione. A fare la cronistoria di Sant'Evasio, ci si perde. Sconsacrata da tantissimi anni (si era anche pensato di farne una sala congressi per il Politecnico), nel 2004 venne ceduta dalla Diocesi al Comune in comodato per ri-valorizzarla e trasformarla in un salone eventi. E il Comune la affidò all’Associazione culturale “Marcovaldo” di Caraglio, che gestiva molti beni di rpegio in provincia di Cuneo, per il recupero. I lavori cominciarono solamente nel 2011: venne rifatto il tetto, ci sono stati lavori alla sacrestia e soprattutto i restauri agli interni che hanno consentito di riportare alla luce antiche pitture preesistenti, e si montò il ponteggio sulla facciata per i restauri delle pitture. Nel 2016, avvenne il "patatrac": la "Marcovaldo"  chiuse i battenti. Tutto passò nelle mani di un nuovo soggetto, la Fondazione Artea. La quale, però, nel 2018 non rinnovò la convenzione col Comune... e l'ex chiesa tornò in mano al Comune. L'Amministrazione chiese alla Comunità ortodossa monregalese se era interessata all'affitto - LEGGI QUI -, ma non se ne fece nulla. Da allora, non si è più mosso niente. Ogni volta se ne parla, ma senza esito. Nel 2020 l'allora consigliere comunale di maggioranza Gianni Mansuino aveva proposto di ricavarne uno spazio espositivo da dedicare all'artista monregalese Corrado Ambrogio. E anche qua, non c'era seguito. «Nel documento di programmazione 2023-2025 dell'Amministrazione si parla di “valorizzazione di gran parte del patrimonio culturale cittadino (…) tramite opere di messa in sicurezza e visibilità (es. (…) chiesa di Sant'Evasio” - scrivono i consiglieri Gasco, Morandini e Oreglia -. Quali progettualità ci sono? Intendete  bandire un concorso di idee nel quartiere e in città per definire le finalità, i modi e gli strumenti finanziari del suo riuso?».
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