Dalle origini carrucesi al cuore di quello che diventerà il tunnel ferroviario più lungo al mondo, sotto le Alpi di Francia e Italia. L’ingegnera Manuela Rocca, classe ’82 e figlia del sindaco di Bastia Francesco Rocca, è direttrice generale aggiunta di Telt - Tunnel Euralpin Lyon Turin, la società italo-francese incaricata di realizzare la sezione transfrontaliera della linea ferroviaria Torino-Lione. Di recente è comparsa davanti alle telecamere del “Sole 24 Ore”, proprio per illustrare le sfide ingegneristiche e ambientali legate alla realizzazione del mega tunnel da 57,5 chilometri, nel cantiere più grande d’Europa. «La fresa è pronta a partire da Saint-Martin-La-Porte, in direzione Italia, per scavare 9 nuovi chilometri – racconta –, mentre a Chiomonte stiamo completando le attività preparatorie per l’avvio degli scavi del tunnel di base entro la fine dell’anno». Una “macchina da guerra organizzativa e tecnologica”: sette frese, 900 metri di profondità, scavi in parallelo e un cantiere che, fino al 2027, arriverà a impiegare oltre mille persone solo sul versante italiano. Manuela Rocca è ingegnera edile, laureata con lode al Politecnico di Torino, e in Telt dal 2015 dopo l’esperienza come funzionaria in Provincia di Torino. Il tema Tav, denominazione comune divenuta però impropria nel tempo in quanto la massima velocità prevista per i treni passeggeri è “solo” di 220 km/h e quella per i treni merci di 120 km/h, resta particolarmente sensibile, specie sul fronte italiano. Per la manager carrucese, ormai da tanti anni trapiantata a Torino, le preoccupazioni locali per il cantiere sono «fisiologiche ed è giusto dare tutta l’attenzione necessaria all’aspetto ambientale e di inserimento sul territorio». «Il progetto definitivo, approvato nel 2015, attraverso una prescrizione aveva indicato la necessità di modificare la cantierizzazione: dagli scavi che partivano da Susa verso la Francia a un ribaltamento completo. Su Susa, infatti, le attività sono state molto ridotte per abbassare la pressione in un’area più vicina alla popolazione e per ragioni d’ordine pubblico». Alla guida della direzione “Sviluppo sostenibile e Sicurezza”, Rocca si è fatta interprete di un modello di sostenibilità integrato, che abbraccia l’economia locale e il tessuto sociale. «La nostra sfida è far sì che già la costruzione dell’opera generi benefici: indotto, occupazione, integrazione con le comunità ospitanti. È una responsabilità verso l’Europa e verso i cittadini, perché stiamo utilizzando risorse pubbliche per un’infrastruttura che durerà almeno 150 anni»
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