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02 Aprile 2026 - 18:00
Le comunità cristiane di Terra Santa, in mezzo ai conflitti tuttora in corso, sono segnate da dolore, da paura, da crescente povertà. Manca tutto, a cominciare dal lavoro e dalla sicurezza dell’abitare, mentre si innescano le bombe ed i droni. Mesi di emergenza che sembrano non finire. Da otto secoli la Custodia di Terra Santa, affidata ai frati francescani, continua il suo servizio nella presenza nei luoghi santi cari ai cristiani e nel camminare con le sorelle e i fratelli che abitano i luoghi dove il Signore della Vita, Gesù Cristo, camminava fra la gente.
“Gli ultimi anni sono stati particolarmente gravosi per le comunità cristiane del Medio Oriente – scrive fra Francesco Ielpo, custode di Terra Santa –. La guerra ha portato morte, distruzione e paura, non solo a Gaza, ma anche in Cisgiordania, in Israele, in Libano e in Siria. Alla sofferenza provocata dal conflitto si è aggiunta la lunga assenza dei pellegrini, che ha aggravato una già profonda crisi economica e occupazionale. Molte famiglie cristiane, che traevano sostentamento dai Luoghi Santi e dalle attività connesse ai pellegrinaggi, si trovano oggi in grande difficoltà.”
In prossimità della Pasqua, il grido d’aiuto delle sorelle e dei fratelli di Terra Santa si fa più pressante. La Chiesa ha messo a disposizione di tutti uno strumento, la Colletta del Venerdì Santo, per aiutare concretamente le persone e la loro vita nei luoghi santi. La Colletta nasce per volere di un Papa, san Paolo VI, che nell’esortazione apostolica ‘Nobis in Animo’ del marzo 1974 la propose all’episcopato, al clero e ai fedeli di tutto il mondo.... Il custode fra Ielpo sottolinea: “Il digiuno e la Colletta diventano un gesto concreto di comunione ecclesiale e di solidarietà con la Chiesa Madre di Gerusalemme. Attraverso questa Colletta, è possibile sostenere scuole, parrocchie, opere caritative, progetti sociali e interventi di emergenza, mantenendo viva la presenza cristiana nei luoghi in cui è nato il cristianesimo”.
Cosa significa donare nella Colletta del Venerdì Santo? Non solo assistenza, anche se ce ne è un grande bisogno. Tuttavia, non basta solo fronteggiare l’emergenza: occorre seminare per il futuro, e ciò è possibile solo con un intento educativo. Scrive il custode: “Oggi più che mai è urgente ricostruire, non solo edifici e infrastrutture, ma anche relazioni, fiducia e speranza. Questo cammino passa necessariamente dall’educazione: dalle scuole, dai giovani, dalle famiglie, dai luoghi in cui può germogliare una cultura dell’incontro, del dialogo e della pace”.
630 alloggi per famiglie bisognose; 15 Scuole con 12.000 studenti; 1.100 posti di lavoro; 270 missionari; 55 Santuari; 6 Case dei pellegrini; 5 Case per malati ed orfani; 3 Istituti accademici: e la Custodia di Terra Santa. I territori che beneficiano sotto diverse forme di un sostegno sono Gerusalemme, Palestina, Israele, Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia, Eritrea, Turchia, Iran e Iraq.
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