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Guerriglia urbana e un poliziotto aggredito: caos e battaglia in strada a Torino

La giornata di mobilitazione torinese contro la chiusura del centro sociale Askatasuna è terminata nel peggiore dei modi

Guerriglia urbana e un poliziotto aggredito: caos e battaglia in strada a Torino

L'aggressione ad un agente in un'immagine ripresa dai video diffusi sul web

La giornata di mobilitazione torinese contro la chiusura del centro sociale Askatasuna (sgomberato il 18 dicembre) è finita nel peggiore dei modi. La manifestazione, che ha visto la partecipazione di migliaia di persone provenienti da tutta Italia (15.000 in strada secondo le forze dell'ordine, 50.000 per gli organizzatori), è degenerata nel pomeriggio quando gruppi a volto coperto si sono staccati dal percorso previsto. Autonomi e anarchici hanno lanciato bottiglie, razzi da tubi di metallo artigianali, pietre, fumogeni dietro il campus universitario Einaudi, ma ancora prima in corso Regina Margherita, dove per quasi trent'anni ha avuto sede Askatasuna.

 

Tra le 18.30 e le 19.30, si è consumata una vera e propria guerriglia urbana e le strade sono diventate un campo di battaglia. La polizia ha risposto con idranti e lacrimogeni: incendiati diversi cassonetti ed è stato colpito anche un mezzo blindato.

 

Una troupe della RAI è stata aggredita da manifestanti mentre documentava gli scontri, agenti e manifestanti sono rimasti feriti, ma soprattutto un poliziotto è stato circondato e picchiato da un gruppo di antagonisti. L'uomo avrebbe riportato alcune fratture. Le immagini contenute in un video di Torino Oggi sono state riprese e diffuse sui social anche da esponenti di governo. Il primo dato parziale parla di una decina di persone arrestate.

Nella notte tra sabato e domenica il presidente della Regione, Alberto Cirio, si è recato all’ospedale Molinette di Torino "per portare l’affetto, la riconoscenza e la vicinanza mia e della Regione Piemonte al poliziotto barbaramente ferito questa sera a Torino negli scontri durante la manifestazione per Askatasuna. Perché noi stiamo col poliziotto e con tutte forze dell’ordine. Sempre dalla parte dello Stato, mai con i delinquenti".

 

 

«Quanto accaduto oggi a Torino, durante il corteo degli antagonisti contro lo sgombero dello stabile Askatasuna, è grave e inaccettabile – ha commentato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni –.

 

Uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della Polizia. Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato. Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile».

 

Dello stesso tenore le dichiarazioni di altri esponenti del centrodestra e del centrosinistra. «Gli episodi di violenza che si sono verificati oggi a Torino sono gravissimi. Le immagini del poliziotto aggredito a terra sono impressionanti, così come quanto successo alla troupe Rai e la devastazione che ha subito la cittá. Solidarietà alle forze di polizia. Bene ha fatto il sindaco Lo Russo ad annunciare da subito che la Città di Torino si costituirà parte civile» dichiara la vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando.

 

Anche il Movimento 5 Stelle condanna con la massima fermezza gli scontri avvenuti oggi in città. Marco Grimaldi, Vice Capogruppo AVS alla Camera dei Deputati: «Quella di oggi è stata una manifestazione di massa, con quasi 50.000 persone in piazza a difesa degli spazi sociali e di Askatasuna nonostante il clima di tensione montato ad arte per settimane. Non avrebbe mai dovuto finire con una guerriglia urbana senza controllo che non serve a nessuno, danneggia chi prova a resistere a repressione e militarizzazione e fa male a tutta la città. Quella del poliziotto a terra colpito ripetutamente è un'immagine che non avremmo mai voluto vedere e che ci disgusta, così come l'aggressione ai giornalisti della Rai».

 

 

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