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29 Gennaio 2026 - 15:19
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È una ragazza di vent’anni a vincere l’emozione in Tribunale per raccontare al giudice le violenze cui assistette quando di anni ne aveva appena sedici. Vittima una giovane poco più grande, che lei aveva conosciuto in un bar di Breo, a Mondovì: «Mi aveva detto che lei e il fidanzato erano bloccati perché a lui si era rotta la macchina in autostrada: mio padre gestiva un B&B, perciò gli avevamo offerto ospitalità».
Tutto bene fino al mattino dopo quando, ricorda la teste, dal primo piano erano arrivati rumori: «Ho sentito che litigavano ad alta voce e un tonfo dalle scale. Sono uscita abbastanza spaventata perché ero da sola, non sapevo nemmeno come rivolgermi al fidanzato che era arrivato la sera prima dall’Olanda». Uno sconosciuto, G.A., che la testimone ricorda di aver incrociato solo in quell’occasione. Più tardi, ai Carabinieri, avrebbe riferito di aver visto la sua conoscente «per terra alla fine della scala: il fidanzato la stava colpendo a calci e insultando».
Circostanze che in aula non è stata in grado di confermare, memore però dell’agitazione di quei momenti. La coppia, dice, aveva già in programma di trasferirsi in Olanda e lo avrebbe fatto di lì a poco: «Dopo non ho praticamente più parlato con lei. Le ho chiesto se volesse davvero andare da lui in Olanda: l’unica cosa che mi ha detto è se potessi riportarle la palette da tre euro che aveva dimenticato da me. Non le ho più parlato dopo allora, perché era una persona che non conoscevo e non voleva il mio aiuto».
Anche la madre della giovane testimone ricorda quanto accaduto quel giorno, mentre era in giardino: «Sono stata chiamata dai miei figli, che mi hanno detto: “Mamma, corri, c’è un ragazzo che sta picchiando una ragazza”. Mi sono precipitata in casa e ho visto che la ragazza piangeva ed era sconvolta; per fortuna non aveva niente di rotto: i lividi, se c’erano, non erano ancora visibili». Era stata lei a riaccompagnare a casa l’adolescente: «Le avevo detto: “Meno male che non è successo in Olanda, altrimenti cosa ti avrebbe fatto?”, poi sono venuta a sapere che invece era andata lo stesso».
«Lui era aggressivo, lei me lo diceva nei messaggi che inviava», conferma una ex compagna di scuola della persona offesa. Il fidanzato lo aveva visto anche lei in una sola occasione, durante un aperitivo: era la sera prima della lite. Più tardi, quando l’amica si era trasferita, i problemi si erano riproposti: «Sapevamo che quando era in Olanda aveva problemi, abbiamo guardato al lato economico inviandole soldi. Io però non sono entrata tanto nella questione e ho saputo che i soldi per tornare, in realtà, ce li aveva».
A carico del giovane, oltre alle accuse di maltrattamenti, ci sono quelle di istigazione alla prostituzione e diffusione di foto intime. L’istruttoria proseguirà il 22 luglio.
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