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Dal Bangladesh all'Italia: il dramma di Kazi, morto sulla piana di Ceva

Avrebbe compiuto 19 anni a luglio, era ospitato al Cas di Lesegno

Dal Bangladesh all'Italia: il dramma di Kazi, morto sulla piana di Ceva

Il luogo dell'incidente

Ha un nome la giovane vittima del drammatico incidente avvenuto mercoledì mattina lungo la Statale 28, nel tratto tra Ceva e Lesegno. Si chiamava Kazi Md Jaminur, era ospite nel Cas di Lesegno (la struttura in località Boscodonne) e avrebbe compiuto 19 anni a luglio.

Era arrivato in Italia dal Bangladesh meno di un anno fa. Di lui si sa poco: aveva iniziato il percorso di inserimento nel nostro Paese frequentando i corsi di lingua italiana, con l’idea di costruirsi un futuro. Il suo percorso è stato spezzato tragicamente lungo la piana cebana.



L’incidente

Il dramma è accaduto intorno alle 10.08 di mercoledì mattina. Un Fiat Doblò che viaggiava lungo la Statale 28, al chilometro 50 circa, ha urtato due giovani di origine bengalese che stavano procedendo a piedi.

Le loro condizioni sono apparse subito gravissime. Per uno dei due sono scattate immediatamente le manovre di rianimazione sul posto, purtroppo senza esito. L’amico, un uomo di 35 anni, è stato elitrasportato in codice rosso all’ospedale Ospedale Santa Croce di Cuneo, dove si trova ricoverato in prognosi riservata. Le sue condizioni sono gravi ma stabili.

Il conducente del mezzo, sotto shock, si è fermato e ha dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti sanitari del 118, forze dell’ordine e l’elicottero per il trasporto d’urgenza. I Carabinieri stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Si attende il nulla osta per il rimpatrio. Per Kazi Md Jaminur si attende ora il nulla osta per il rimpatrio della salma in Bangladesh, dove vivono i familiari.

Sicurezza stradale sotto i riflettori

La tragedia riporta al centro il tema della sicurezza lungo quel tratto della piana di Ceva. La strada è spesso percorsa a piedi o in monopattino da migranti ospitati nelle strutture della zona, che non dispongono di mezzi propri per spostarsi. I residenti a più riprese avevano segnalato il pericolo.

Un’arteria trafficata, pensata per il transito veicolare, che diventa quotidianamente anche percorso pedonale di necessità. Il sindaco di Ceva, Fabio Mottinelli, si è confrontato con il Prefetto. Diversi sono stati gli interventi dalla parte politica.

Quelllo che resta oggi è però la tragedia di un ragazzo morto prima ancora di arrivare ai 20 anni. 

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