Il Soccorso Alpino Piemontese nel 2025 segna una nuova crescita: oltre 1.500 persone soccorse. Dopo la flessione registrata nel 2024, legata soprattutto a condizioni meteo sfavorevoli, l’attività è ripartita con numeri in aumento: 2.070 eventi gestiti, 1.471 missioni di soccorso e 1.548 persone soccorse, che diventano 1.735 includendo anche gli infortunati sulle piste da sci. Un dato che rappresenta il secondo valore più alto di sempre, a conferma di quanto la frequentazione della montagna resti intensa e, di conseguenza, richieda una presenza operativa costante.
Il servizio, svolto dal Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese nell’ambito del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e in convenzione con l’Azienda Zero della Regione Piemonte, interviene su tutto il territorio regionale per soccorso sanitario, recuperi in ambiente impervio e operazioni di Protezione Civile. Il primo contatto avviene sempre tramite il Numero Unico di Emergenza 112, che attiva la centrale operativa attiva 24 ore su 24 a Grugliasco.
Più interventi e tecnologia sempre più decisiva
Nel 2025 le chiamate di emergenza gestite sono state 2.070, in aumento rispetto alle 1.916 del 2024. A contribuire alla crescita sono anche i miglioramenti nella copertura telefonica e la diffusione di strumenti tecnologici come app dedicate e smartwatch, che permettono di lanciare l’allarme anche da zone remote.
Delle chiamate ricevute, 1.471 si sono trasformate in missioni operative: 1.396 interventi di soccorso sanitario e 75 operazioni di Protezione Civile. L’elicottero è stato impiegato nel 70% delle missioni, ma resta determinante il lavoro delle squadre a terra, che hanno recuperato quasi la metà delle persone soccorse senza supporto aereo.
Le cadute rappresentano la principale causa di incidente in montagna (36%), seguite dai malori (32%). Gli uomini sono coinvolti nel 75% dei casi, mentre l’84% degli incidenti riguarda attività del tempo libero. Dal punto di vista sanitario, il bilancio conta 949 feriti, 520 illesi e 79 deceduti.

I dati di Mondovì
Delegazione di Mondovì: 87 persone soccorse e attività in crescita
Tra le realtà più attive del territorio la delegazione di Mondovì, responsabile delle Alpi meridionali del Piemonte è composta da 94 tecnici distribuiti nelle stazioni di Mondovì, Garessio e Valle Pesio.
Nel 2025 la delegazione ha effettuato 84 operazioni di soccorso, un dato stabile rispetto alle 85 del 2024 e tra i più alti degli ultimi dieci anni. Ancora più significativo il numero delle persone soccorse, salito a 87, in crescita rispetto alle 71 dell’anno precedente. Il dato conferma un aumento degli interventi complessi e una presenza operativa costante su un territorio ampio e spesso difficile.
Guardando all’andamento storico, emerge una crescita evidente rispetto al passato: nel 2015 le operazioni erano 43, praticamente la metà rispetto a oggi. Dopo un picco nel 2021 con 85 interventi, l’attività si è mantenuta su livelli elevati, segno di una frequentazione sempre più intensa delle montagne del Monregalese e delle valli circostanti.
Il salvataggio nell’Abisso Paperino: 24 ore per riportare in salvo uno speleologo
Tra gli interventi più complessi dell’anno spicca il soccorso del 20 luglio nell’Abisso Paperino, nel territorio di Ormea. Uno speleologo era rimasto ferito a 40 metri di profondità a causa della caduta di un masso, riportando un grave trauma cranico.
Le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico hanno raggiunto l’infortunato in una zona estremamente impervia e hanno lavorato per oltre 12 ore per allargare i cunicoli della grotta utilizzando microcariche esplosive, necessarie per consentire il passaggio della barella. Dopo circa 24 ore dall’incidente, l’uomo è stato riportato in superficie e affidato all’elisoccorso per il trasporto in ospedale. Un intervento che testimonia la complessità e la preparazione tecnica richiesta in questo tipo di operazioni.
Un presidio indispensabile per la sicurezza in montagna
I dati del 2025 confermano il ruolo centrale del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese nella tutela di escursionisti, alpinisti e frequentatori della montagna. L’aumento delle attività all’aria aperta, unito alla maggiore accessibilità delle aree montane, rende sempre più fondamentale la presenza di squadre altamente specializzate.
In questo contesto, la delegazione di Mondovì rappresenta un punto di riferimento essenziale per la sicurezza delle Alpi meridionali piemontesi, con numeri in crescita e interventi spesso complessi che dimostrano competenza, rapidità e dedizione. Un lavoro silenzioso ma decisivo, che ogni anno contribuisce a salvare decine di vite.