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25 Febbraio 2026 - 10:02
nel tondo, il dottor Andrea Mina, direttore SC Elisoccorso, Azienda Zero Piemonte.
Da lunedì sera Chiusa di Pesio può contare su un'area per l'atterraggio dell'elisoccorso pienamente operativa, sia di giorno che di notte. Qual è il valore di un sito come questo in chiave di tempestività per il soccorso? Ci aiuta a capirlo meglio il dottor Andrea Mina, direttore SC Elisoccorso, Azienda Zero Piemonte.
«Comincerei con una precisazione: non parliamo di piste, ma di siti di atterraggio: secondo le normative devono essere di dimensioni prestabilite, ovvero 30 metri per 30 all'incirca, devono essere in una zona libera da ostacoli di ogni tipo, piante alte, case, condomini etc etc. Normalmente, i Comuni individuano come area idonea i campi sportivi oppure scelgono di dedicare un'area allo scopo, proprio come è avvenuto a Chiusa di Pesio. Va precisato infatti che non è necessario che l'area sia cementata, può anche essere a prato. Devono essere inoltre lontane da linee elettriche e non deve esserci materiale che può sollevarsi da terra e fare dei danni nelle vicinanze. Subito dopo il test a Chiusa ne abbiamo tenuto uno analogo a Sampeyre, dove ad esempio si è scelto di asfaltare un tratto per creare l'area».
Qual è l'utilità di questo tipo di aree omologate?
Oggi abbiamo la possibilità di volare di notte come di giorno e fare atterraggi "Fuori campo" anche in zone non omologate, in questo caso il pilota prima di decollare prende informazioni sulla zona per avere un orientamento e poi sul posto con i visori e gli strumenti capisce come e dove scendere. Si può anche intervenire con il verricello. Certo che avere un punto di riferimento, omologato, nelle vicinanze dell'intervento, garantisce maggiore tempestività e sicurezza. Negli altri casi i tempi certamente devono essere più lunghi. Generalmente, sono le Amministrazioni comunali a scegliere un'area e segnalarcela. Noi ci impegniamo a fare i necessari sopralluoghi e test come quello di lunedì sera a Chiusa di Pesio per validarla, controllando che abbia tutte le caratteristiche previste»
Ad oggi quante sono in Piemonte queste aree?
«Se ne contano 263, in tutta la regione, sono importanti soprattutto nelle zone più marginali, lontane dai centri abitati e a ridosso di territori come quello di montagna. Due anni fa ad esempio sono state omologate due aree nei pressi dei Rifugi Mondovì e Garelli, preziose in caso di interventi in alta montagna. Va sottolineato anche che la presenza di un'area omologata non è preziosa solo per l'intervento sul paziente in sé: lo è anche in chiave strategica, per imbarcare o sbarcare squadre di soccorritori in modo tempestivo. Ad oggi la strumentazione consente di fare interventi con molta versatilità sia di giorno che di notte. Lo scoglio maggiore resta il meteo».
Come funziona un intervento dell'elisoccorso?
«Scatta tutto con la chiamata al numero unico di emergenza 112. È fondamentale sempre rispondere a tutte le domande dell'operatore prima e dell'infermiere del 118 dopo: davanti a un'emergenza importante a qualcuno sembra di "perdere tempo": in realtà sono informazioni preziosissime per capire meglio la situazione e anche per trovare con maggiore tempestività la zona di intervento e capire subito con che strategia approcciarsi. Questo consente la massima tempestività possibile nel soccorso. Quindi fatte le opportune valutazioni è possibile scegliere l'invio sia dell'ambulanza che dell'elisoccorso in contemporanea. I due mezzi consentono il massimo dell'efficienza, perchè l'ambulanza spesso riesce ad arrivare prima dell'elicottero, ma poi quest'ultimo è la chiave per una rapidissima ospedalizzazione del paziente. L'elicottero ha il vantaggio della velocità, circa 300 km orari, non deve fronteggiare il traffico e può andare diretto a destinazione».
Come è formato l'equipaggio dell'elisoccorso?
Si tratta di una squadra che unisce personale medico e tecnici, tutti selezionati con rigore e sottoposti a un addestramento importante e continuativo. È composta da due piloti (comandante e copilota), un tecnico di volo, che gestisce anche il verricello, un infermiere, un medico anestesista e rianimatore e un tecnico del Soccorso alpino. Può anche essere presente, in determinati periodi, anche l'unità cinofila antivalanga, un conduttore con il cane, per intervenire in determinati scenari e condizioni. L'addestramento si effettua semestralmente, con giornate dedicate, in cui si effettuano manovre simulate nei vari scenari, sia montagna che bosco, valanga o notturna. In totale in Piemonte fanno parte dell'elisoccorso 60 medici, 60 infermieri e 45 tecnici del Soccorso Alpino. Nel 2025 abbiamo effettuato quasi 3300 missioni, di cui 300 di notte».
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