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Ha un nome il 25enne ucciso con un colpo di pistola a Bra

I funerali celebrati in Albania, le indagini proseguono nel mondo dello spaccio

Ha un nome il 25enne ucciso con un colpo di pistola a Bra

Nel riquadro la foto di Erdi Varaku, dal manifesto funebre

È Erdi Ismail Varaku il giovane albanese di 25 anni ucciso con un colpo di pistola alla nuca nella notte tra giovedì 19 e venerdì 20 febbraio a Bra. Gli investigatori dei Carabinieri della compagnia di Bra, insieme al comando provinciale, stanno lavorando nel massimo riserbo per ricostruire le ultime ore di vita del ragazzo e individuare il responsabile di un delitto che presenta ancora molti punti oscuri.

Nel frattempo, la salma è stata restituita alla famiglia. Dopo il nulla osta della Procura di Asti, i funerali si sono svolti nel pomeriggio di giovedì 26 febbraio in Albania, paese d’origine della vittima. A darne la notizia è il tg Rai Piemonte. La famiglia di Varaku vive infatti in un centro vicino a Durazzo, dove la salma giovane è stata trasportata per l’ultimo saluto.

Erdi Varaku, nato nel 2001, si era trasferito da pochi mesi a Cinzano, a Santa Vittoria d'Alba, dove conviveva con la compagna. Proprio all’interno dell’abitazione, secondo quanto emerso, gli investigatori avrebbero trovato altri elementi che rafforzano l’ipotesi investigativa seguita fin dalle prime ore: quella di un possibile regolamento di conti legato al traffico di droga.

Il corpo del giovane era stato scoperto all’alba da un automobilista di passaggio in strada Chivola, nella zona degli Orti di Bra verso Pollenzo. Il cadavere si trovava in un’area erbosa, accanto a una serra. A poca distanza era parcheggiata una Lancia Ypsilon risultata poi intestata alla sorella della vittima. Gli inquirenti ritengono probabile che il giovane sia arrivato lì per incontrare qualcuno. Resta però da chiarire se l’incontro sia degenerato in una discussione culminata con lo sparo o se si sia trattato di un’esecuzione premeditata.

Un altro elemento che gli investigatori stanno valutando riguarda il profilo della vittima. Non risultano precedenti penali a suo carico, una caratteristica che ricorda quella di altri giovani stranieri reclutati dalle organizzazioni criminali attive nel Braidese per lo spaccio di droga. Già nel 2024, una vasta operazione dei Carabinieri aveva portato alla luce una rete strutturata che utilizzava ragazzi ("djali" in albanese) incensurati per la distribuzione di cocaina, spesso entrati in Italia con visti turistici temporanei.

Le indagini proseguono su più fronti: dall’analisi dei contatti personali del giovane alle verifiche sui suoi spostamenti nelle ore precedenti al delitto. Gli investigatori stanno cercando di capire chi abbia fissato l’ultimo incontro con Varaku e se sul luogo dell’omicidio fossero presenti una o più persone. 

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