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26 Marzo 2026 - 13:27
Dopo essere stati controllati ed identificati su una prova speciale, da una pattuglia della Polizia dell’Unione Montana Alta Langa, per aver effettuato ricognizioni fuori dai giorni ed orari consentiti, è stata inoltrata la dovuta segnalazione via Pec al Direttore di Gara che ha sanzionato duramente un equipaggio iscritto: coinvolto anche un istruttore. Arrivano decisioni importanti dal Direttore di Gara dell’8° Rally Santo Stefano Belbo – Gil Calleri CUP, a seguito di una segnalazione ufficiale per presunte irregolarità durante le ricognizioni.
Dalla documentazione trasmessa e analizzata – tra cui un verbale di controllo effettuato il 19 marzo in località Seirole – è emerso che una autovettura con a bordo tre persone, tra cui i concorrenti C.C. e N.B., è stata fermata al di fuori delle finestre autorizzate per le ricognizioni regolari.
Secondo quanto emerso ed accertato, i due piloti risultavano regolarmente iscritti alla gara, mentre il terzo occupante del veicolo, S.S., pur essendo licenziato ACI Sport, non figurava tra gli iscritti alla competizione.
I riscontri con verifiche hanno inoltre confermato che le ricognizioni erano consentite esclusivamente in specifiche giornate e fasce orarie stabilite dal regolamento particolare di gara. La presenza sul percorso al di fuori di tali limiti ha quindi configurato una violazione delle norme previste dalla N.G. Rally 2026.
Alla luce di quanto accertato, il Direttore di Gara ha adottato provvedimenti severi: Sanzione amministrativa di 5.000 euro per C.C.; Sanzione amministrativa di 5.000 euro per N.B.; Esclusione dalla gara per entrambi i concorrenti iscritti alla competizione; Sanzione amministrativa di 5.000 euro anche per l’istruttore. Le sanzioni sono state comminate per violazione dell’articolo 15.2 e dell’articolo 15.3.5 lettera b) della normativa Rally NG 2026 - ACI SPORT, attualmente vigente.
Una decisione che sottolinea ancora una volta la rigidità dei controlli sulle ricognizioni, fase sempre più monitorata per garantire la sicurezza, l’incolumità pubblica e per equità sportiva.
Il caso rappresenta un segnale forte da parte della direzione gara e degli organi sportivi, a tutela del rispetto delle regole e della sicurezza in una disciplina dove ogni dettaglio può fare la differenza.
I fatti accaduti a Santo Stefano Belbo rappresentano quindi un nuovo campanello d’allarme: il rispetto delle regole non è solo una questione sportiva, ma una condizione necessaria per garantire il futuro stesso dei rally sui territori, garantendo la pacifica e leale convivenza con i cittadini residenti sui percorsi delle prove speciali.
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