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Paura alla "Coppi & Bartali", giovane ciclista messicano in coma farmacologico dopo la caduta

La squadra rassicura: «Non è in pericolo di vita», l'incidente lungo la discesa di Cherasco

Paura alla "Coppi & Bartali", giovane ciclista messicano in coma farmacologico dopo la caduta

Sono momenti delicati, di apprensione e preoccupazione, nel mondo del ciclismo dopo la brutta caduta che ha coinvolto il 22enne Michael Zárate durante la prima tappa della "Settimana Internazionale Coppi & Bartali". Il giovane corridore della Petrolike, squadra professionista messicana diretta da Marco Bellini, è finito a terra ieri (mercoledì 25 marzo) nella discesa di Cherasco, facendo temere subito il peggio.

Caduta violenta in discesa: soccorsi immediati

L’incidente è avvenuto lungo uno dei tornanti della discesa: Zárate ha perso il controllo della bici cadendo autonomamente e battendo violentemente sul lato destro del volto. Immediato l’intervento dei soccorsi, con il medico del Team General Store e lo staff sanitario di gara prontamente sul posto.

Il ciclista messicano è stato trasportato d’urgenza in codice rosso prima all’Ospedale di Verduno, dove è stato stabilizzato, e successivamente trasferito al reparto di Chirurgia maxillo-facciale dell’Ospedale "Santa Croce e Carle" di Cuneo, centro specializzato diretto dal dottor Marco Bernardi.

Le condizioni 

Gli esami diagnostici, tra cui una doppia TAC cranica, hanno escluso traumi cerebrali. Tuttavia, il giovane atleta ha riportato fratture multiple a mandibola e zigomo, motivo per cui si trova attualmente in coma farmacologico e sotto stretta osservazione in terapia intensiva.

I medici stanno valutando un possibile intervento chirurgico, che potrebbe essere effettuato nelle prossime ore o nei prossimi giorni, in base all’evoluzione del quadro clinico.

Il team: “La sua vita non è in pericolo”

A fare chiarezza è il comunicato ufficiale della Petrolike, diffuso nelle ore successive all’incidente:

“Ieri, la gara ci ha messo alla prova. Il nostro ciclista Michael Zárate ha subito una forte caduta durante la competizione, generando momenti di grande preoccupazione per tutta la squadra. Da quel momento, è stato immediatamente assistito dal team medico, effettuando tutti gli esami necessari per escludere traumi cranici e ad altre zone vitali. L’impatto maggiore si è verificato nella zona del viso, per cui siamo in attesa di un intervento chirurgico che potrebbe essere eseguito nelle prossime ore. Oggi, Michael rimane sedato, ricoverato in Italia e sotto stretta supervisione medica, ricevendo tutte le cure necessarie. La sua vita non è in pericolo. In momenti come questo, il ciclismo passa in secondo piano. Oggi, la cosa più importante è lui. Grazie a tutti per i messaggi, il supporto e la vicinanza. Continueremo ad aggiornare.”

Accanto al corridore, ricoverato a Cuneo, è presente il team manager italiana Marco Bellini, mentre la famiglia – rimasta in Messico – è costantemente aggiornata sulle sue condizioni.

La tappa di oggi

In un momento così delicato, il risultato sportivo passa inevitabilmente in secondo piano, anche se la corsa continua. Nella seconda tappa, la Lodi–Massalengo di 158 chilometri, a imporsi è stato Filippo D’Aiuto (General Store-Essegibi-F.lli Curia), autore di un’azione coraggiosa negli ultimi chilometri che gli ha permesso di tagliare il traguardo in solitaria.

Alle sue spalle, il gruppo è stato regolato in volata da Matteo Moschetti (Pinarello Q36.5), secondo davanti a Tommaso Bessega (Polti VisitMalta) e Alessio Magagnotti (Red Bull-BORA-hansgrohe). Per D’Aiuto si tratta del primo successo tra i professionisti, un risultato che gli consente anche di conquistare la maglia di leader della classifica generale, superando Axel Laurance (INEOS Grenadiers), oggi settimo al traguardo.

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