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Non rubano l’auto, ma le targhe. Il fenomeno anche nelle Langhe

Indagano i Carabinieri, fondamentale denunciare per tutelarsi da responsabilità non proprie

Non rubano l’auto, ma le targhe. Il fenomeno anche nelle Langhe

Immagine a scopo didascalico realizzata con il supporto dell'AI

Non rubano l’auto, ma solo un piccolo pezzo: le targhe. Il fenomeno dei furti di targhe automobilistiche è stato segnalato anche nelle Langhe, con alcuni casi emersi negli ultimi giorni tra Carrù e i Comuni limitrofi.

«Hanno sottattro le targhe dell’auto di mio marito. Essendo il mezzo che usa per lavoro, non ce ne siamo accorti subito», racconta sui social una carrucese. «Il numero è DN 650AH: se qualcuno le trovasse abbandonate da qualche parte, ci farebbe un grande favore. Grazie per l’aiuto».

L’episodio risale alla scorsa settimana, ma non si tratterebbe di un caso isolato. Segnalazioni analoghe sono arrivate anche da Clavesana, facendo emergere un fenomeno che rischia di essere sottovalutato ma rappresenta un rischio concreto.

Il furto di targhe, infatti, è raramente un gesto fine a sé stesso. Nella maggior parte dei casi si tratta del primo passo per commettere altri reati. Le targhe rubate vengono utilizzate per “coprire” veicoli diversi, consentendo ai malintenzionati di aggirare controlli, autovelox e sistemi di videosorveglianza. Il risultato? Eventuali multe o responsabilità penali possono ricadere sui legittimi proprietari delle targhe, ignari di tutto.

Una pratica particolarmente diffusa nei contesti urbani, dove i sistemi di rilevamento automatico sono più capillari, ma che sta emergendo anche in realtà più piccole. La targa, infatti, identifica in modo univoco un veicolo: il suo utilizzo illecito consente di rendere temporaneamente “anonima” un’auto, complicando il lavoro delle Forze dell’ordine e aumentando i rischi per i cittadini coinvolti loro malgrado.

In caso di furto o smarrimento, è possibile verificare se una targa o un veicolo risultano segnalati nelle banche dati ufficiali attraverso il servizio del Ministero dell’Interno: https://crimnet.dcpc.interno.gov.it/crimnet/ricerca-targhe-telai-rubati-smarriti

Un caso eclatante si era verificato ad Arcore nella notte di Capodanno, quando un uomo di 76 anni è stato arrestato dopo aver sottratto ben 24 targhe. Il consiglio in questi casi è presentare denuncia presso i Carabinieri, o la Polizia, in modo da poter richiedere la reimmatricolazione del veicolo alla Motorizzazione Civile, che comporta l’emissione di nuove targhe e di un nuovo libretto di circolazione. Nel frattempo è consigliabile verificare eventuali utilizzi illeciti attraverso i servizi online del Ministero dell’Interno e conservare copia della denuncia, utile in caso di multe o contestazioni. Agire tempestivamente è essenziale per tutelarsi da responsabilità non proprie

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