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Sei persone sepolte e minuti contati: il Soccorso Alpino si allena ai piedi del Monte Rosa

Le attività di formazione si sono focalizzate sulle operazioni che solo i soccorsi avanzati sono in grado di mettere in pratica

Sei persone sepolte e minuti contati: il Soccorso Alpino si allena ai piedi del Monte Rosa

Sotto metri di neve, il tempo non scorre: corre. Ed è proprio lì, dove ogni secondo decide tra la vita e la morte, che si è giocata la sfida del Winter Mountain Rescue Course a Macugnaga nel Verbano-Cusio-Ossola.

Si è chiuso domenica 29 marzo, ai piedi del Monte Rosa, il modulo avanzato di soccorso in ambiente invernale organizzato dalla Scuola Regionale Tecnica e dal Gruppo Regionale Sanitari del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico piemontese. Quattro giorni intensi, tra aula e terreno, con un obiettivo chiaro: intervenire più velocemente e meglio quando ogni secondo può fare la differenza tra la vita e la morte.



Dalla teoria alle valanghe simulate

Il corso era partito giovedì 26 marzo con lezioni teoriche, per poi entrare subito nel vivo con prove pratiche in ambiente innevato. Il momento clou è arrivato nel weekend: simulazioni di intervento in valanga e su parete, con scenari complessi e condizioni realistiche.

In campo 30 allievi tra tecnici e sanitari, provenienti da diverse regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Umbria), affiancati da 10 militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza. Una sinergia fondamentale per operazioni che richiedono coordinamento, rapidità e competenze avanzate.

Strategie nei casi più complessi

Non si tratta di autosoccorso, ma di qualcosa di molto più avanzato. Le esercitazioni hanno messo al centro:

  • Strategie operative in scenari con più travolti
  • Coordinamento tra squadre, mezzi aerei e unità cinofile
  • Gestione del tempo, fattore decisivo sotto la neve

Ma il vero valore aggiunto è stato l’aspetto sanitario. I partecipanti hanno approfondito tecniche e protocolli per trattare pazienti in condizioni estreme politraumi gravi, casi di arresto cardiaco ed ipotermia acuta.



Simulazioni realistiche: sei sepolti e intervento in elicottero

Durante le esercitazioni finali, la collaborazione con il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza ha permesso di utilizzare l’elicottero per il trasporto in quota delle squadre. I soccorritori si sono trovati ad affrontare una valanga simulata con mezzi battipista, con sei persone sepolte da individuare e recuperare nel minor tempo possibile.

Tra figuranti e manichini nascosti sotto la neve, ogni intervento è stato pensato per riprodurre situazioni reali: pressione, tempi stretti e decisioni cruciali.

Perché questo corso è fondamentale

In montagna, soprattutto in inverno, il rischio valanghe resta elevato. E se l’autosoccorso è il primo passo, il soccorso avanzato è ciò che può davvero cambiare l’esito di un incidente. Corsi come questo, rimarcato dal Corpo Nazionale del Soccorso Alpino, rappresentano un investimento concreto sulla sicurezza: più preparazione significa interventi più efficaci, e in concreto più vite salvate.

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