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14 Aprile 2026 - 12:00
Immagine di repertorio
Un colpo messo a segno con l’inganno, ma sventato grazie al sangue freddo della vittima e al rapido intervento dei militari. Nel pomeriggio di ieri, a Gratteria, a Mondovì, due uomini sono stati arrestati in flagranza dopo aver raggirato un’anziana con la tecnica del “finto Carabiniere”.
I due, cittadini italiani, si sono presentati alla porta della donna qualificandosi come appartenenti all’Arma. Un copione purtroppo già visto: modi convincenti, urgenza simulata e la capacità di insinuare paura e fiducia allo stesso tempo. In pochi minuti sono riusciti a farsi consegnare denaro contante e monili in oro. Ma qualcosa, subito dopo, ha fatto scattare il sospetto. Ed è qui che la vicenda arriva al lieto fine.
La vittima ha avuto la prontezza di allertare i veri Carabinieri, permettendo alla macchina operativa di attivarsi immediatamente. Le pattuglie della Stazione e della Radiomobile monregalese hanno diramato le ricerche e intercettato i due truffatori mentre tentavano di allontanarsi a bordo di un’auto. Le pattuglie sono state notate in mattinata in diversi punti della città.
Il fermo è avvenuto in tempi rapidi: i militari hanno bloccato il veicolo e recuperato l’intera refurtiva, poi restituita all’anziana. Per i due è scattato l’arresto e il trasferimento in carcere.
L’episodio riaccende i riflettori su un fenomeno in crescita, quello delle truffe agli anziani, spesso messe in atto con identità false e storie costruite ad arte. Tecniche che fanno leva sulla vulnerabilità e sulla buona fede, trasformando una porta aperta in un’occasione per colpire.
E non si tratta di un caso isolato. Solo nei giorni scorsi, a Ceva, i Carabinieri avevano arrestato un altro uomo, colto in flagranza mentre metteva in atto la cosiddetta “truffa dello specchietto”, un raggiro che simula un danno stradale per estorcere denaro agli automobilisti. Due episodi diversi, ma un unico filo conduttore: l’inganno come arma e la necessità di mantenere alta l’attenzione.
Le forze dell’ordine tornano a ribadire un messaggio chiaro: nessun Carabiniere chiede denaro o preziosi a domicilio. In caso di dubbio, la regola è una sola: non aprire e chiamare immediatamente il 112. Perché, come dimostra anche questa vicenda, una segnalazione tempestiva può fare la differenza.
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