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Il “Bal do Sabre” diventa una tesi di specializzazione in Beni Demoetnoantropologici

Il Dottor Ludovico Desideri ha incentrato la sua ricerca sull’antichissima tradizione dell’intrecciare le spade

Il “Bal do Sabre” diventa una tesi di specializzazione in Beni Demoetnoantropologici

Venerdì 27 marzo il Dottor Ludovico Desideri, residente a Poggio Moiano, in provincia di Rieti, ha discusso la tesi di specializzazione incentrata sul Bal do Sabre presso la Scuola di Specializzazione in Beni Demoetnoantropologici di Castiglione del Lago, afferente all’Università degli Studi di Perugia e alle università convenzionate di Basilicata, Firenze, Siena, Torino e Bicocca di Milano.

A seguito di un approfondito lavoro di ricerca sul campo, condotto attraverso ripetuti soggiorni nel Comune di Bagnasco e mediante interviste rivolte ai membri del gruppo e ad alcuni anziani depositari della memoria storica locale sin dagli inizi del Novecento, il dottor Desideri ha elaborato la tesi dal titolo “Intrecciare le spade per annodare legami: comunità, festa e socialità nel Bal do Sabre di Bagnasco”, un lavoro che rappresenta per la comunità motivo di particolare soddisfazione e prestigio.

Alla discussione ha preso parte anche Fabrizio Ferrando, in qualità di componente e Presidente del gruppo folkloristico «Bal do Sabre»: «Con immenso piacere e profondo senso di orgoglio ho avuto l’onore di prendere parte alla presentazione accademica. A nome dell’intero gruppo Bal do Sabre, desidero esprimere un sentito e formale ringraziamento al dottor Desideri, già in possesso di Laurea Magistrale in Antropologia Culturale e Etnologia, per aver scelto di dedicare il proprio percorso di specializzazione allo studio e alla valorizzazione della nostra realtà e della nostra tradizione. Un doveroso ringraziamento è altresì rivolto alla professoressa Laura Bonatto, relatrice della tesi e docente di antropologia presso l’Università degli Studi di Torino, per la competenza e la dedizione con cui ha accompagnato il dottor Desideri nel suo percorso di ricerca, favorendo l’incontro e l’approfondimento della nostra comunità e delle sue tradizioni». «Il riconoscimento ottenuto conferisce ulteriore valore al patrimonio storico e culturale che Bagnasco custodisce da oltre un secolo, rafforzando la consapevolezza dell’importanza di una tradizione che continua a rappresentare un significativo elemento di identità, coesione sociale e memoria collettiva» conclude Ferrando.

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