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La Cartiera ritorna in vita con il film “Storie di Carta”

Un lungo lavoro di ricerca di materiale e testimonianze realizzato da Germano Nasi e Roberto Sappa

La Cartiera ritorna in vita con il film “Storie di Carta”

Un capitolo fondamentale della storia di Ormea e dell’intera Valle Tanaro raccontato attraverso le immagini. Domenica 5 aprile, alle ore 21, presso il “Nuovo Cinema Ormea” verrà presentato in anteprima il film “Storie di carta. Un paese, una fabbrica”. Il progetto dedicato alla cartiera è il frutto di oltre due anni di lavoro portato avanti da Germano Nasi e Roberto Sappa: «Una lunga ricerca di materiale, immagini, interviste e storie di vita, ci ha portato a montare in sequenza, ciò che pensiamo rappresenti un pezzo di storia della nostra comunità. È un lavoro che abbiamo fatto con il cuore, cercando di non dimenticare nulla e soprattutto salvare in archivio ciò che non bisogna dimenticare».

La storia della Cartiera, com’è normale che sia, si interseca a doppia mandata con quella nazionale e non solo: la “A. Lorenzetti & C. – Cartiere d’Ormea” iniziò l’attività nel 1904 producendo carta da sigarette e veline. Nel 1910 iniziarono rapporti continuativi con il Monopolio Italiano Tabacchi per importanti partite di carta da sigarette. Negli anni della Prima guerra, per aumentare l’efficienza economica dello stabilimento, fu ampliato il canale di derivazione dal Tanaro e furono acquistati i terreni necessari all’ampliamento. Appena concluso il conflitto gli impianti vennero aggiornati con aggiunte di macchinari aumentando la capacità produttiva. Nel 1929 si produsse la prima carta per condensatori e si intensificò il miglioramento degli impianti per mettere le grandi “continue” in grado di fabbricare i nuovi tipi di carta, facendo della Cartiera di Ormea uno stabilimento tra i più moderni, con produzioni di alta qualità.

Gli anni dal 1939-45 furono vissuti tra immense difficoltà tra la scarsezza dei rifornimenti e l’instabilità dei prezzi. Lo stabilimento fu anche danneggiato dai bombardamenti, ma finita la guerra la fabbrica si rimise in efficienza: iniziò la revisione delle attrezzature e gli impianti furono ammodernati.

Nel 1966 il lavoro riprese a segnare risultati positivi con l’incremento della produzione in ogni settore: lo stabilimento si estendeva su circa 50.000 mq di cui 24.000 coperti; dava lavoro a circa 500 persone tra operai e impiegati a Ormea oltre il personale della sede di Genova.

Un periodo di forte prosperità, anche economica, che si riversa sull’intera vallata e durato fino alla seconda metà degli anni ’70 quando una più generale crisi del settore cartario di tutta l’Europa, unito a una serie di vicissitudini interne, fece entrare in crisi la Cartiera. Gli Enti locali si mobilitarono nella ricerca di soluzioni atte a scongiurare la perdita del lavoro per i circa 450 dipendenti.

Da quel periodo fino al febbraio 2008 si sono susseguiti fallimenti, cambi di gestione e di ragione sociale, riorganizzazioni, procedure concorsuali e concordati che hanno portato alla chiusura definitiva dello stabilimento.

Tutto questo e molto altro ancora è raccontato grazie all’immenso lavoro messo in campo da Germano Nasi e Roberto Sappa per far sì che la memoria collettiva resti per sempre patrimonio collettivo condiviso.

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