I prezzi dei carburanti restano elevati anche in Piemonte. Secondo i dati ufficiali pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi il prezzo medio regionale è di 1,972 euro al litro per il diesel e 1,773 euro per la benzina (self service). Più bassi gli altri carburanti: GPL servito a 0,680 euro al litro e metano a 1,471 euro.
Numeri che portano il gasolio molto vicino alla soglia dei due euro al litro e che confermano come l’Italia si collochi tra i Paesi con i carburanti più costosi.
Per capire meglio la situazione, è utile confrontare i dati italiani con quelli internazionali. Secondo le rilevazioni sui prezzi dei carburanti aggiornate al 2 marzo, il diesel in Italia si collocava attorno a 1,73 euro al litro nelle statistiche europee.
In altri Paesi dell’Europa occidentale i valori erano simili, ma con alcune differenze:
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Spagna: circa 1,44-1,49 euro al litro
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Austria: circa 1,55 euro al litro
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Belgio: circa 1,63 euro al litro
- Francia: circa 1,70 euro al litro
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Germania: circa 1,91 euro al litro
- Olanda: circa 1,95 euro al litro
Questo significa che un automobilista spagnolo può pagare anche 20-30 centesimi in meno al litro rispetto all’Italia, mentre nei Paesi del Nord Europa i prezzi possono essere ancora più alti.
Se si allarga lo sguardo al resto del pianeta, la differenza diventa ancora più evidente. Il prezzo medio globale del diesel è infatti circa 1,26 dollari al litro, nettamente più basso rispetto ai livelli europei.
La ragione è semplice: nei Paesi più ricchi, soprattutto in Europa, il prezzo alla pompa include una quota molto elevata di tasse. Nei Paesi produttori di petrolio i prezzi possono essere estremamente bassi perché il carburante è spesso sovvenzionato dallo Stato. In alcune nazioni del Medio Oriente e del Nord Africa il diesel può costare meno della metà rispetto all’Europa, e in casi estremi persino pochi centesimi al litro. In Libia, Iran o Venezuela, ad esempio, il carburante è tra i più economici del mondo. Le differenze di prezzo tra Paesi dipendono principalmente da tre fattori:
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tassazione, molto elevata in Europa;
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produzione di petrolio, che abbassa i prezzi nei Paesi esportatori;
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politiche energetiche e ambientali, che nei Paesi europei tendono a mantenere il carburante più caro.
Negli ultimi giorni, inoltre, i prezzi stanno risentendo anche delle tensioni internazionali e dell’aumento del petrolio sui mercati globali e, naturalmente, di evidenti speculazioni.
Il risultato è evidente anche nelle pompe di benzina piemontesi: con il diesel ormai vicino ai due euro al litro, fare il pieno resta una delle spese più pesanti per automobilisti e imprese.
LE ACCISE MOBILI
Nelle ultime ore, il Governo italiano avrebbe pensato alle cosiddette "accise mobili" per cercare di frenare i prezzi dei carburanti. Non si tratta del tanto famoso "taglio delle accise" che da anni viene ventilato e promesso, ma un semplice meccanismo fiscale che permette allo Stato di variare automaticamente le accise sui carburanti in base all’andamento del prezzo del petrolio o dei carburanti stessi. Lo Stato riduce temporaneamente le accise su benzina e diesel per evitare che il prezzo alla pompa aumenti troppo.
Esempio: se il petrolio aumenta e il prezzo del diesel sale di 10 centesimi al litro, con le accise mobili si potrebbero tagliare le accise di 5 centesimi. Così l’aumento finale per chi fa rifornimento sarebbe più contenuto.
Le accise mobili esistono già nella normativa italiana dal 2008, ma sono state utilizzate pochissimo perché richiedono coperture finanziarie: quando lo Stato riduce le accise, incassa meno tasse e il meccanismo può funzionare solo se lo Stato trova altre risorse per compensare il mancato gettito.