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25 Marzo 2026 - 18:18
La ministra Daniela Santanchè si è dimessa. Cuneese, in quota Fratelli d'Italia, era la ministra del Turismo nel Governo Meloni. La decisione è stata ufficializzata oggi pomeriggio, dopo che la stessa premier Meloni le aveva "suggerito" il passo all'indomani delle dimissioni del sottosegretario alla Giustizia, Delmastro. La decisione arriva a seguito dell'esito del referendum e per le indagini della Procura di Milano sulle sue ex società.
La provincia di Cuneo "perde" un ministro. L'altro esponente cuneese nel Governo Meloni è Guido Crosetto, ministro alla difesa, anche lui di FDI.
Sull'ormai ex ministra Santanchè era stata depositata una mozione di sfiducia da parte delle opposizioni, che sarebbe approdata in aula alla Camera da lunedì.
Negli ultimi due-tre anni la ministra è stata al centro di una vasta serie di polemiche - oltre che di indagini - e più volte si è parlato delle sue dimissioni: fino a oggi mai rassegnate.
daniela Santanché era stata indagata e poi rinviata a giudizio per falso in bilancio, in relazione alla gestione di Visibilia Editore, casa editrice di settimanali e mensili tra cui "Visto" e "Novella 2000", di cui fu presidente e ad fino al 2022, quando è entrata nel governo Meloni.
A fine ottobre 2022, subito dopo la sua nomina, la procura milanese aveva presentato l’istanza di liquidazione giudiziale e aperto un fascicolo, in seguito a un esposto dei soci di minoranza che denunciavano irregolarità nella governance. L’ipotesi accusatoria è che la dirigenza di Visibilia abbia diffuso informazioni infondate o incomplete sui conti, inserendo tra l’altro un attivo di circa 3 milioni di euro ritenuto inesistente. Il reato di falso in bilancio prevede pene da 1 a 5 anni.
La Procura di Milano ha inoltre chiesto il rinvio a giudizio per truffa aggravata all’INPS, sempre in relazione a Visibilia Editore. La decisione spetta al giudice dell’udienza preliminare, che potrà disporre il processo o il proscioglimento. Secondo l’accusa, tra il 2020 e il 2022 sarebbero stati ottenuti fondi della “Cassa Covid” per lavoratori che in realtà continuavano a prestare servizio in azienda, incassando così dallo Stato decine di migliaia di euro non dovuti. Santanchè si è difesa sostenendo di non aver partecipato alle decisioni sulla cassa integrazione e di non essere a conoscenza di eventuali illeciti. A fine dicembre ha ceduto tutte le sue quote di Visibilia.
Un terzo procedimento la vede indagata per bancarotta fraudolenta nel fallimento di Ki Group, gruppo di cui fu amministratrice tra il 2019 e il 2021 e che controllava società nel biologico e nella cosmesi naturale. Il 9 gennaio 2024 il tribunale di Milano ha avviato la liquidazione giudiziale, rilevando un passivo superiore a 8,6 milioni di euro. La ministra ha rivendicato di aver avuto un “ruolo del tutto marginale” e di non essere stata coinvolta nelle scelte gestionali.
Le vicende giudiziarie si sono inevitabilmente trasformate in un caso politico. Non solo l’opposizione ha ripetutamente chiesto le dimissioni, ma la stessa Meloni le aveva "suggerito" il passo all'indomani del verdetto del referendum.
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