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Caso Delmastro, la Chiorino si è dimessa dalla Giunta regionale

Assessora e già ex vicepresidente, ha lasciato stasera

Caso Del mastro, la Chiorino si è dimessa

La valanga del caso Delmastro si è abbattuta: Elena Chiorino si è dimessa dalla Giunta Cirio. Assessora e già ex vicepresidente, ha definitivamente lasciato la Giunta. 

All'indomani della settimana del referendum e delle dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Delmastro (e nel giorno della sconfitta del Centrodestra alle elezioni provinciali della "sua" Biella: ma questa, forse, è più una coincidenza)  ha lasciato l'incarico.  Rientrerà in Consiglio regionale: va a occupare il posto che oggi era del consigliere regionale cuneese Claudio Sacchetto.

Da una settimana, tutte le opposizioni ne chiedevano le dimissioni.  L'attacco arrivava dopo la vicenda della srl "Le 5 forchette" in cui figuravano anche Delmastro, Chiorino e Zappalà e in cui era coinvolta anche una famiglia legata alla mafia. Una società di cui anche Chiorino aveva quote.

"Faccio un passo indietro a testa alta"

"Ho comunicato al presidente Alberto Cirio la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili - afferma -.  È una scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte, della maggioranza di centrodestra e del mio partito, Fratelli d’Italia. Sono una persona perbene e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un’indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta. Non posso accettare che, senza alcuno scrupolo, si tenti di colpire la mia persona, mettendo in discussione l’azione amministrativa portata avanti in questi anni e coinvolgendo, in modo irresponsabile, anche persone estranee. L’ultimo presunto scoop consisterebbe nel fatto che forse domani potrebbe essere nominata una persona di mia conoscenza in ente legato agli Special Olimpics, con emolumenti zero e in assenza di altre candidature nei termini previsti dalla legge. Faccio un passo indietro a testa alta, nella consapevolezza della mia correttezza e del lavoro svolto al servizio delle istituzioni. Continuerò a difendere le mie idee dal Gruppo di Fratelli d’Italia e la mia onorabilità sociale e onestà personale, contro ogni eventuale forma di sciacallaggio, in tutte le sedi".

Le opposizioni: "Scelta doverosa ma tardiva"

Gianna Pentenero, capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio Regionale del Piemonte, e Domenico Rossi, segretario regionale del Partito Democratico: “Accogliamo le dimissioni da assessora di Elena Chiorino come un passo importante per la tutela del governo della Regione Piemonte. È anche una vittoria delle opposizioni che unite hanno da subito chiesto una piena assunzione di responsabilità. Abbiamo sempre sostenuto di non cercare tribunali del popolo o sentenze che non ci competono; ma è importante ribadire un principio: chi ha incarichi pubblici deve rispondere anche da un punto di vista dell’etica e dell’opportunità, dare conto della disciplina e dell’onore con cui si devono portare avanti gli incarichi pubblici. L'assessora non poteva non assumersi la responsabilità politica dei fatti gravi che l'hanno vista coinvolta in una società con la figlia di un prestanome del clan dei Senese".

Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro di AVS: "Apprendiamo con soddisfazione delle dimissioni, questa volta intere, dell'assessora Chiorino, nonché dell'assessore Franceschini di Biella, coinvolto anche lui nell'oscura società "5 forchette". Era ora. Stupisce anzi che Cirio e Chiorino abbiano provato sinora a difendere l'indifendibile. Quello della Bisteccheria d'Italia è uno scandalo colossale e lo abbiamo detto da subito: questo è l'unico esito possibile di questa penosa vicenda, che sta travolgendo la credibilità della Regione. Con le mafie non si fanno affari, e tanto più dopo ciò che emerso oggi rispetto all'ipotesi di riciclaggio di denaro del clan Senese non si potevano continuare a sentire balbettii da parte della maggioranza".

Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte, coi consiglieri Alberto Unia e Pasquale Coluccio: "A nostro avviso, anche a fronte delle ultime notizie emerse sul caso de “Le 5 Forchette”, si trattava di un atto dovuto e non più rimandabile, un’assunzione di responsabilità che - anche se tardiva - va a tutela della credibilità delle istituzioni e della Regione Piemonte. Come Movimento 5 Stelle abbiamo sostenuto fin dal principio la necessità di un passo indietro, quantomeno per questioni etiche e di opportunità politica. Dopo le dimissioni “a metà” dei giorni scorsi, oggi finalmente il passo indietro è arrivato. Ci attendiamo, in ogni caso, che domani il presidente Cirio chiarisca in Aula ogni aspetto di questa inquietante vicenda".

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