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Lauria va con Vannacci: «I dati ci dicono che in Piemonte possiamo stare tra il 3% e il 6%»

Il movimento "Indipendenza" aderisce a "Futuro nazionale"

Lauria va con Vannacci: «I dati ci dicono che in Piemonte possiamo stare tra il 3% e il 6%»

Il movimento “Indipendenza”, guidato da Gianni Alemanno e del quale fa parte il cuneese Beppe Lauria, entra a far parte di “Futuro Nazionale”, il partito fondato dal generale Roberto Vannacci, l'europarlamentare che è stato eletto a Bruxelles con la Lega ma che poi ha dato l'addio a Salvini e ha fondato il "suo" partito.

«L'operazione si inserisce in un percorso di consolidamento rapido - ufficializza la nota di "Indipendenza" -: nato ufficialmente il 3 febbraio 2026, Futuro Nazionale conta già quattro deputati alla Camera — Emanuele Pozzolo, Edoardo Ziello, Rossano Sasso e lo stesso Vannacci — e oggi si rafforza ulteriormente con l'apporto di strutture, militanti e quadri dirigenti provenienti da Indipendenza».

Emanuele Pozzolo, ex membro di Fratelli d'Italia, è stato il primo deputato ad aderire a Futuro Nazionale. Deputato piemontese con un profilo identitario ben definito, Pozzolo rappresenta il collegamento diretto tra il territorio del Nord-Ovest e la leadership nazionale del partito. «Il Piemonte è pronto a fare la sua parte in questa fase costituente», afferma Pozzolo.

Il ruolo di Lauria, che in "Indipendenza" è responsabile nazionale degli Enti Locali e delle Relazioni Internazionali, sarà quello di occuparsi della rete di amministratori locali e militanti.

Il politico cuneese dichiara: «Entrare in Futuro Nazionale significa portare dentro un patrimonio fatto di relazioni, esperienze amministrative e una rete internazionale costruita in anni di lavoro. La dimensione locale non è un dettaglio: è il fondamento su cui si costruisce qualsiasi progetto politico serio. In Piemonte abbiamo le persone, le competenze e l'entusiasmo per diventare uno dei motori di questa fase».

Secondo "Futuro nazionale" «le proiezioni in Piemonte, sulla base delle dinamiche organizzative in corso e del potenziale bacino elettorale dell'area identitaria e sovranista, stimano per il medio periodo una forbice orientativa compresa tra il 3% e il 6% del consenso regionale, con margini di crescita nelle aree metropolitane e nelle province del Nord-Ovest».

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