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08 Marzo 2026 - 18:41
Gioia finale per il Ceva
Il Ceva si conferma la mina vagante di questa Terza Categoria. Di quelle squadre che magari non partono per fare la rivoluzione, ma poi — partita dopo partita — finiscono per mettere il naso negli affari di tutti. La squadra di Massimo Suria inchioda sull’1-1 la capolista Castellettese, la stessa a cui aveva già inflitto all’andata l’unica sconfitta stagionale. Due indizi fanno una prova. E probabilmente anche qualcosa di più. Sia chiaro: non sarà questo pareggio arrivato nel recupero a togliere il sonno agli ospiti. Con otto punti di vantaggio sulla Margaritese, la Castellettese può continuare a contare i giorni che la separano dalla promozione in Seconda Categoria. Però una cosa è certa: quando davanti trova il Ceva, la capolista non passa mai una domenica tranquilla.
L’Ama Brenta, dal canto suo, è viva, vivissima. E davanti a un pubblico numeroso e sempre caldo porta a casa un risultato che impreziosisce una stagione complicata ma non per questo priva di segnali incoraggianti. Perché certe partite non cambiano la classifica, ma raccontano molto bene il carattere di una squadra. Il pareggio arriva proprio quando sembrava tutto scritto. Recupero inoltrato, forcing generoso ma infruttuoso e quella sensazione, un po’ amara, che stavolta non fosse giornata. Poi invece succede che il calcio, ogni tanto, si ricorda di essere anche una storia. E la storia la firma Karamoko Traore. L’attaccante, acciaccato e utilizzato solo nella ripresa, entra e cambia l’inerzia della partita. Assieme a capitan Passarotto, che resta il vero leader morale e tecnico della squadra. Sarà proprio lui a disegnare l’assist decisivo: cross di controbalzo, liftato quanto basta, di quelli che chiedono solo di essere accompagnati in porta.
Fino a quel momento la partita aveva raccontato altro. Il Ceva era andato sotto allo scadere del primo tempo dopo quarantacinque minuti passati a inseguire la superiorità fisica degli ospiti. La Castellettese, da questo punto di vista, sembra una squadra uscita da un centro cross-fit: Niang, i due Gueye, Tallone. Muscoli, corsa e parecchia sostanza. Dietro poi Lillaz e Casasso hanno appeso il cartello “chiuso per ferie”. Il Ceva però non si scompone. Difende l’area con ordine e pazienza, lascia sfogare gli avversari e prova a resistere. Hoxha salva su Corbeddu, Malik Gueye crea un paio di mischie pericolosissime, ma il risultato resta in equilibrio fino al 44’. Poi arriva il calcio piazzato di Tallone. Mancino pulito, traiettoria che scavalca la barriera e si infila all’incrocio dei pali. Hoxha si allunga ma non ci arriva. Gol pregevolissimo. Applausi.
Nella ripresa, la Castellettese sembra avere tutto sotto controllo. Traore entra e dà un po’ di brio, ma il Ceva fatica a trovare lo spiraglio giusto. Raciti ha la palla dell’1-1 ma Calleri risponde in tuffo. Gli ospiti, invece, nel finale iniziano a gestire con un filo di sufficienza e sprecano qualche contropiede di troppo con Gueye e Corbeddu.
Ed è lì che la partita cambia tono. Il Ceva alza il ritmo, mette dentro agonismo e orgoglio. Traore prende per mano i compagni e il finale diventa una specie di piccolo assedio. Al 91’ Tota e Traore combinano bene, Traore va in diagonale e Calleri salva ancora. Sembra l’ultimo capitolo. Invece il calcio, come spesso succede nelle domeniche di provincia, tiene sempre un finale di scorta. Su uno degli ultimi palloni giocabili, Passarotto inventa un cross da ala pura. Pallone morbido che scavalca il portiere e trova Traore praticamente sulla linea di porta. Colpo di testa, rete, pareggio. Il resto è facile da immaginare.
A.B. CEVA - CASTELLETTESE 1-1
Hoxha 6.5, Tarone 6.5, Battaglia 6 (56’ Lamagna 5.5), Lala 6.5, Markovic 6.5, Passarotto 7.5, Hafdi 6 (46’ Traore 7), Ouarmouk 6.5, Raciti 6, Viglione 6.5, Bailo 6 (46’ Tota 6). All. Suria.
Calleri 6, Bertolino 6, Lillaz 6.5, Casasso 7, Parola 6.5 (64’ Daqoune 6), Gueye Mat. 6, Niang 6.5, Rosa 6.5, Tallone 7.5, Corbeddu 5.5 (86’ Ramonda), Gueye Mal. 5.5. All. Dutto.
RETI. 44’ Tallone (C), 92’ Traore (C).
ARBITRO. Grillo di Alba Bra 6.5.
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