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Il migliore è ovviamente lui. Le pagelle del Bisalta nel giorno del trionfo

Reparto avanzato spumeggiante e tante note positive per la squadra di Borghese vincitrice del girone

Il migliore è ovviamente lui. Le pagelle del Bisalta nel giorno del trionfo

Lorenzo Petris abbraccia Leo Gomes Aro

MARINO 8. Para il rigore a inizio ripresa cancellando l’unica, avventurosa e remota possibilità che la gara si riapra. Sicurissimo in tutto l’ordinario.

MANFREDI A. 7.5. Neutralizza con disinvoltura ogni accenno di offensiva locale, riducendo a zero la pericolosità di un reparto avanzato non così male.

FORNERIS 7.5. Esterno di grande sostanza e di nessuna sbavatura, brillante sia in fase di contenimento, sia in quella di supporto alla manovra.

QUARANTA 8. Il mestiere lo conosce bene e lo dimostra anche stavolta, spegnendo le (modeste) fiammelle rivali. Dal 72’ Grosso 7. Impatto positivo.

MARENGO 8. La cerniera che forma con Quaranta ha funzionato in condizioni assai più critiche e impegnative; qui, praticamente, si va lisci sul velluto.

MANFREDI P. 8. Il gol, farina del sacco di Petris, è solo la ciliegina di una torta fatta da notevoli giocate palle a terra e da un rigore procurato.

KONATE 7.5. Irrilevante che causi il penalty fallito dagli avversari; piace soprattutto per i suoi strappi improvvisi. Dal 62’ Tomatis 7. Concentrato.

GASTALDI 7.5. Il lavoro di congiunzione fra i reparti tocca a lui ed è svolto con intelligenza e precisione. Dal 65’ Mestriner 7. Buoni guizzi.

GOMES ARO 8. L’esperienza significa questo: saper fare le cose giuste, quando servono. E far girare la squadra intorno a sé. Dal 75’ Ponzo 7. Entra bene.

MACCARIO 8. Lampi di classe purissima e rapidità di pensiero e di esecuzione, su di un campo non facile. Dal 59’ Mazouf 7. Sprinta a sinistra.

PETRIS 9. E poi c’è lui. Tre gol e mezzo, uno più bello dell’altro. Un’iradiddio di velocità e tecnica che quelli del Polonghera non sanno da che parte prendere.

Nella Pro Polonghera ovviamente non abbondano le note positive. Sotira (5.5) promette buone cose con veloci sgroppate che restano però incompiute o si incagliano nella difesa ospite, Pochettino (6) guadagna la sufficienza solo per la bellezza di una rete di cui è altrettanto evidente l’inutilità; dietro ballano un po’ tutti e in special modo Rainero (4.5) e Becchio (4.5), quest’ultimo incaricato di tenere d’occhio Petris, con esiti disastrosi.

L’arbitro Spongano di Torino (6) forse non assegna un rigore per i padroni di casa (non visto anche da chi scrive) e fa discutere per alcune decisioni. Ma, con un risultato così, c’è ben poco da discutere.

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