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«Ho lasciato l’Università per il cioccolato»: la storia (golosa) di Elisa, da Parigi all’Alta Val Tanaro

Elisa Corallo, la “maitre chocolatier” che ha aperto la sua micro-cioccolateria a Alto racconta la vita… dentro una pralina

«Ho lasciato l’Università per il cioccolato»: la storia (golosa) di Elisa, da Parigi all’Alta Val Tanaro

C’è chi costruisce la propria carriera seguendo un percorso lineare, e chi invece decide di cambiare tutto. Elisa Corallo appartiene senza dubbio alla seconda categoria. La sua è una storia che incuriosisce perché mescola scelte radicali, formazione d’eccellenza e una passione diventata mestiere: il cioccolato artigianale.

Elisa ha lasciato l’Italia per Parigi, dove ha vissuto dal 2006. Era partita per un Erasmus e sembrava destinata a una carriera accademica: due master in diritto dell’Unione Europea, anni di dottorato e insegnamento universitario. Poi, a un certo punto, la svolta inattesa. Elisa lascia il mondo delle aule e delle conferenze per infilarsi in laboratorio, tra sac-à-poche, ganache e temperaggi. Una riconversione professionale che lei stessa definisce “rocambolesca”, ma che affronta con la stessa serietà di prima.

Dal 2012 inizia un percorso rigoroso nella pasticceria e cioccolateria francese: «Ho iniziato con il CAP pâtissier per adulti presso il GRETA, sempre a Parigi e proseguito come apprendista presso il Centro di formazione CEPROC, dove ho conseguito la “Mention complèmentaire pâtisserie glacerie chocolaterie confiserie” nel 2014 e il “BTM Pâtissier chocolatier confiseur glacier traiteur” nel 2016».

Un bagaglio che la porta a lavorare, fino al 2020, come pastry application specialist per “Puratos France”, affiancando professionisti e sperimentando tecniche di alto livello.

 

 

Poi arriva il bisogno di rallentare, di tornare a una dimensione più umana.

«Ho iniziato ad avere voglia di creare qualcosa di mio, un'impresa a dimensione umana, che producesse dei prodotti artigianali e di qualità – racconta Elisa –. Poi é arrivata la pandemia, che ha messo un po' tutto in pausa, ma l'idea e la voglia di fare sono sempre rimasti, ed ho sfruttato il tempo per iniziare a pensare concretamente al come e dove realizzare il progetto. Alla fine ho scelto il paese di Alto per far nascere la mia minuscola impresa, ed é lì che oggi si trova il laboratorio (e da lì è venuto anche il nome).»

È così che nasce “ALTOlocata”, la sua micro-cioccolateria artigianale ad Alto, in Alta Valle Tanaro. Un laboratorio piccolo per scelta, stagionale, ma con un’identità chiarissima: «“ALTOlocata” oggi é una microimpresa stagionale, aperta dall'8 di dicembre a Pasqua. La mia passione e il cuore dell'attività sono le praline: golosi cioccolatini ripieni di liscia ganache o ruvido praliné. A questo si aggiungeranno però pian piano altri prodotti, incluse naturalmente le uova ed altri prodotti pasquali.»

Elisa insiste su ciò che fa davvero la differenza: non le parole “qualità” e “materie prime” (che ormai usano tutti), ma il metodo e la misura del lavoro. «Mi pare quasi un po' ridondante parlare dell'attenzione nella scelta delle materie prime, della qualità della lavorazione e della freschezza dei prodotti. Voglio però aggiungere alcuni dettagli che mi caratterizzano e fanno la differenza: le mie praline sono realizzate interamente a mano, in quantità molto limitata quindi, e con una durata di vita relativamente breve».

 

 

Questa filosofia – pochi pezzi, fatti a mano, freschi, non eterni – è anche il senso dell’incontro in programma a Ormea. Domenica 18 gennaio alle ore 15.30, nella Sala della Croce Bianca, Elisa sarà protagonista di “Raccontami una pralina”: un appuntamento in cui le sue creazioni non si limitano a essere assaggiate, ma vengono spiegate e “raccontate” tra tecniche, storia e curiosità di lavorazione, con degustazione finale.

L’incontro è gratuito, ma con posti limitati. Per informazioni e prenotazioni: 328 8042 740.

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