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08 Febbraio 2026 - 09:22
«Non affrontatela da soli». È la frase che taglia corto, senza giri di parole. In occasione del 7 febbraio, Giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo, il Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Giovanni Ravalli parla direttamente ai ragazzi piemontesi: niente silenzi, niente vergogna, niente “ci penso io”. I dati Istat confermano che il fenomeno è ancora allarmante, soprattutto tra gli 11 e i 13 anni, ma il punto è un altro: uscire dall’isolamento. Perché, ricorda Ravalli, «nessuno guarisce ferendo» — e la vera forza è chiedere aiuto e difendere chi viene preso di mira, anche online.

il 7 febbraio si celebra la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo. Le istituzioni e in particolare le scuole, sono invitate a riflettere e a lavorare sulla prevenzione di un fenomeno che i dati Istat continuano a fotografare come allarmante. Oltre 1/5 dei giovani ha subito atti di bullismo e/o cyberbullismo con frequenza mensile; 11-13 anni è la fascia di età dove si manifestano in percentuale maggiore comportamenti offensivi, non rispettosi e/o violenti subiti con continuità. L'Istat sottolinea che l'esclusione è una forma di bullismo più diffusa tra le ragazze, mentre sono le offese e gli insulti a essere prevalenti tra i ragazzi.
Viviamo in un mondo in cui, purtroppo, l'apparenza sembra dominare. Spesso gli episodi di bullismo tra i giovani riflettono la violenza che alcuni adulti considerano "normale", perché cresciuti in contesti segnati da aggressività fisica e verbale.
Voi giovani, più che ascoltare quello che noi adulti diciamo, siete soliti guardare ciò che facciamo. Questo ci sprona ad essere persone credibili. Il vostro esempio virtuoso giovanile sia la dimostrazione che ci si può relazionare in maniera civile e che il dialogo è sempre vincente. Distinguete sempre l'idea dalla persona: si possono coltivare ottime amicizie pur mantenendo posizioni diverse su molti temi.
La pace non è una meta lontana da noi, non è appannaggio dei grandi della Terra e non si limita al far cessare guerre ingiuste. Deve invece diventare l'orientamento quotidiano di tutto il nostro essere. Se volete essere felici, siate seminatori di pace nelle vostre famiglie, nelle vostre classi, nei luoghi di sport e in tutti gli ambienti che abitate, compresi quelli digitali. Se la pace non è una realtà sperimentata, l'aggressività vince.
Se anche voi state attraversando una situazione che vi causa sofferenza, non affrontatela da soli. Parlatene, fate emergere ciò che vi pesa: chiedere aiuto è un gesto di grande forza. Non abbiate mai paura di andare controcorrente e di avere la libertà di denunciare le violenze che subite o che vedete. Non restate indifferenti di fronte a chi è emarginato e viene spietatamente preso di mira: nessuno guarisce ferendo.
Rivolgetevi alla vostra famiglia e agli affetti più cari, senza esitazioni. Nelle vostre scuole ci sono insegnanti pronti ad ascoltarvi, incaricati di coordinare le azioni di prevenzione e contrasto al bullismo. Anche il Garante è al vostro fianco: potete scrivere a garante.infanzia@cr.piemonte.it oppure utilizzare l'app Digi CORE, che offre anche la possibilità di restare anonimi, se lo ritenete necessario.
Vi saluto con una domanda semplice e rivoluzionaria posta da Ernesto Olivero, che desidero rivolgere oggi a voi: "Pace, cosa posso fare per te?". La risposta di ciascuno di noi può fare la differenza per costruire un pezzettino di quel mondo migliore che tutti desideriamo.
Buon cammino!
Il Garante - Giovanni Ravalli
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