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24 Febbraio 2026 - 11:45
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
Il fenomeno delle agromafie in Italia ha raggiunto un giro d’affari stimato in 25,2 miliardi di euro, in crescita costante da oltre quindici anni, con l’unica eccezione del 2020, anno segnato dalla pandemia. Un dato che evidenzia la capacità di radicamento e adattamento delle organizzazioni criminali in un comparto sempre più strategico per l’economia nazionale, con un export agroalimentare che ha toccato i 69 miliardi di euro.
“Numeri di questa portata dimostrano che la legalità non è un tema astratto, ma una questione economica concreta – sottolinea Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo –. Le infiltrazioni criminali e le forme di sfruttamento lungo la filiera danneggiano le imprese sane, comprimono il reddito agricolo e mettono a rischio la reputazione del nostro agroalimentare. Difendere le regole significa difendere il lavoro onesto, il territorio e la competitività del made in Italy”.
È in questo contesto che si inserisce il convegno “Coltivare legalità: contrastare le minacce e promuovere le buone pratiche”, promosso dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare e da Coldiretti Cuneo, con il contributo della Camera di Commercio di Cuneo, in programma giovedì 26 febbraio alle 10.30 nella sede di Coldiretti Cuneo in piazza Foro Boario 18.
L’iniziativa rappresenterà un momento di confronto aperto e concreto sulle sfide e sulle opportunità legate al tema della legalità nel settore agroalimentare della provincia di Cuneo, comparto strategico per l’economia della Granda. L’attenzione sarà rivolta in particolare al contesto economico locale e al valore del rispetto delle regole come fattore di tutela e sviluppo, oltre che alle principali minacce che gravano sul patrimonio agroalimentare, con un focus specifico sulla direttiva europea contro le pratiche commerciali sleali e sul fenomeno del caporalato.
Nel corso dell’incontro verranno illustrati i risultati dell’ultimo Rapporto elaborato dalla Fondazione Osservatorio Agromafie, che evidenzia come le infiltrazioni abbiano assunto una dimensione sempre più internazionale e come le nuove forme di caporalato siano oggi più sofisticate e meno visibili, estendendosi oltre il solo ambito agricolo e coinvolgendo l’intera filiera agroalimentare.
L’iniziativa si inserisce nel percorso promosso dalla Fondazione voluta da Coldiretti e presieduta da Gian Carlo Caselli, nata con l’obiettivo di offrire un contributo autorevole al tema della legalità in agricoltura e di rafforzare una cultura che valorizzi la filiera agricola italiana, la trasparenza e il rispetto delle regole quali elementi essenziali per l’economia, l’ambiente e la coesione sociale.
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