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Teatro pieno per la lezione shock di Roberta Bruzzone: «Sul web nulla si cancella, ogni gesto può colpire la vita reale»

La nota criminologa protagonista dell’ultimo incontro della “Scuola per Genitori” di Confartigianato Cuneo: riflettori su cyberbullismo, adescamento e fragilità dei giovani nell’era digitale

Teatro pieno per la lezione shock di Roberta Bruzzone: «Sul web nulla si cancella, ogni gesto può colpire la vita reale»

Roberta Bruzzone a Mondovì

Grande partecipazione e forte coinvolgimento emotivo mercoledì sera al teatro Baretti di Mondovì, dove la criminologa investigativa e psicologa forense Roberta Bruzzone ha incontrato il pubblico nell’ambito del progetto “Scuola per Genitori”, promosso per il secondo anno consecutivo da Confartigianato Cuneo con il sostegno di Fondazione CRC nell’ambito del progetto Wellgranda. L’appuntamento, dedicato al tema “Il lato oscuro della rete”, ha richiamato numerosi genitori, educatori, insegnanti e cittadini interessati ad approfondire le dinamiche e i rischi che caratterizzano l’universo digitale frequentato quotidianamente da giovani e adulti.

Ai lavori, introdotti da Joseph Meineri, direttore generale di Confartigianato Cuneo, oltre a Daniela Balestra, presidente di Confartigianato Cuneo, ha portato i saluti iniziali, Alessandra Fissolo, Consigliere Generale della Fondazione CRC.

 

 

CRIMINOLOGA E STAR

 

Roberta Bruzzone è una professionista di lungo corso, esperta in psicologia investigativa, consulente tecnico in casi giudiziari di grande rilievo come la strage di Erba e il delitto di Avetrana e figura spesso chiamata nei programmi televisivi per commentare e analizzare fatti di cronaca complessi.

Oltre al suo ruolo nei processi, ha condotto e partecipato a format come La scena del crimine e Donne mortali, e in anni recenti ha approfondito la psicologia del narcisismo in programmi come Nella mente di Narciso su RaiPlay.

Negli ultimi mesi, Roberta Bruzzone è spesso sotto i riflettori come ospite ricorrente nei programmi di approfondimento, chiamata a commentare i nuovi sviluppi del delitto di Garlasco, tornato prepotentemente al centro del dibattito mediatico.

La vicenda, ben nota al pubblico italiano, si riferisce all'efferato delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2027, per il quale fu condannato in via definitiva il fidanzato Alberto Stasi.

Ma di recente il caso si è riaperto, grazie ad una nuova inchiesta che sta tenendo con il fiato sospeso gli appassionati di "crime": il nuovo indagato è Andrea Sempio (già sotto i riflettori nel 2016), amico del fratello della vittima. 

In merito a questa vicenda, la criminologa Bruzzone è spesso ospite nei talk televisivi, non nascondendo la sua visione che conferma la colpevolezza di Stasi, scontrandosi spesso con molti youtuber.

Nel corso della serata Bruzzone ha guidato il pubblico in una riflessione lucida e concreta sui pericoli che possono nascondersi dietro l’apparente normalità delle relazioni online: cyberbullismo, manipolazione psicologica, adescamento, diffusione incontrollata di immagini e contenuti personali. Fenomeni che, come ha spiegato la criminologa, nascono spesso da una sottovalutazione della portata degli strumenti digitali e da una scarsa consapevolezza delle dinamiche relazionali che si sviluppano in rete.

 

IL WEB LASCIA SEMPRE TRACCE

 

Uno degli aspetti più critici, ad esempio, riguarda la percezione di anonimato che molti utenti, soprattutto i più giovani, associano al web. «La rete – ha sottolineato Bruzzone – non è uno spazio neutro o senza conseguenze: ogni comportamento lascia tracce e può avere ricadute molto concrete nella vita reale». Un concetto che la criminologa ribadisce spesso nei suoi interventi pubblici, evidenziando come il mondo digitale amplifichi dinamiche già presenti nella società, rendendo più rapide e talvolta più aggressive le interazioni.

 

 

E di aggressività ha continuato a parlare facendo riferimento al suo ultimo libro, “L’epoca della rabbia”, in cui affronta il profondo senso di inadeguatezza provato oggi dai giovani, che talvolta li può indurre a compiere atti di violenza senza un vero motivo scatenante.

Particolare attenzione ha poi dedicato al ruolo degli adulti e delle famiglie. Bruzzone ha invitato i genitori a non limitarsi al controllo tecnologico dei dispositivi, ma a costruire un dialogo continuo con i figli. «La vera prevenzione – ha spiegato – passa dalla relazione e dalla fiducia. I ragazzi devono sentirsi liberi di raccontare ciò che accade online senza temere giudizi o punizioni». Solo attraverso un clima di ascolto e consapevolezza, infatti, è possibile intercettare situazioni problematiche prima che degenerino.

Nel suo intervento la criminologa ha inoltre evidenziato come la rete rappresenti al tempo stesso una grande opportunità e un terreno complesso da abitare con responsabilità. Il punto, ha ribadito, non è demonizzare la tecnologia, ma imparare a utilizzarla con spirito critico e competenze adeguate. In questo senso l’educazione digitale diventa una delle sfide principali per famiglie, scuola e istituzioni.

 

 

Con questo incontro si è chiusa la seconda edizione di “Scuola per Genitori”, progetto promosso da Confartigianato Cuneo per offrire momenti di confronto e formazione su temi educativi e sociali di grande attualità.

«La grande partecipazione registrata questa sera – ha dichiarato Daniela Balestra presidente di Confartigianato Cuneo – dimostra quanto il tema dell’educazione digitale sia sentito dalle famiglie. Viviamo in un’epoca in cui la rete è parte integrante della quotidianità dei nostri figli e diventa fondamentale offrire strumenti di comprensione e di prevenzione. Con il progetto “Scuola per Genitori” vogliamo creare spazi di dialogo e di crescita condivisa, coinvolgendo esperti autorevoli e favorendo una riflessione collettiva su questioni che riguardano tutta la comunità. La nostra Associazione, da sempre radicata sul territorio, considera la formazione e la responsabilità sociale elementi centrali del proprio impegno, per cui sostenere le famiglie significa contribuire al benessere del territorio e alla crescita delle nuove generazioni. Serate come questa dimostrano che quando si creano occasioni di confronto di qualità il pubblico risponde con grande attenzione e partecipazione».

 

 

“Scuola per Genitori” è promosso da Confartigianato Imprese Cuneo e rientra nel progetto “Genitori in Gioco”, realizzato all’interno di Wellgranda, con il sostegno di Fondazione CRC e la collaborazione di SocialFare. È realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Cuneo. La rete di partner di “Genitori in Gioco” è composta anche da ASL CN2, CSSM Consorzio per i Servizi Socio-assistenziali del Monregalese e Confcooperative Piemonte Sud.

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