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25 Marzo 2026 - 09:47
I prezzi a un distributore di Mondovì, martedì 24 marzo
Il taglio temporaneo delle accise deciso dal Governo la scorsa settimana, in vigore per una ventina di giorni, ha offerto solo una breve boccata d’ossigeno agli automobilisti. Una riduzione che si è tradotta, nei fatti, in un calo di circa 25 centesimi al litro per benzina e gasolio e di 12 centesimi al chilo per il GPL. Un intervento che ha avuto effetti immediati, soprattutto sul gasolio, ma che si sta già rivelando insufficiente a contrastare una dinamica dei prezzi in continua crescita. Parlando della nostra zona d’osservazione, nel Monregalese e nel Cebano, ad esempio, il sollievo è durato poco. Già in questi giorni i listini alla pompa sono tornati a salire vertiginosamente, avvicinandosi rapidamente ai livelli precedenti al taglio delle accise. In alcuni casi, la soglia dei 2 euro al litro per il gasolio “self” è stata nuovamente superata, mentre in altri non era mai stata realmente abbandonata neppure durante il periodo di riduzione fiscale.
La situazione, alla data di martedì 24 marzo, appare disomogenea, ma preoccupante. Resistono ancora alcuni distributori sotto la soglia psicologica dei 2 euro: il prezzo più basso si registra a Magliano Alpi, con 1,887 euro al litro per il gasolio “self”. Valori simili si trovano anche a Carrù e Beinette. Ma basta spostarsi di pochi chilometri per osservare una realtà ben diversa. A Mondovì, ad esempio, il gasolio “self” oscilla tra 1,943 euro al litro in via Cuneo (prezzo più basso rilevato) fino a punte di 2,139 euro in via Torino. E sempre in città sono numerosi i distributori ormai stabilmente attestati a 1,999 euro, mentre si registrano picchi di 2,085 euro in via Langhe e 2,099 euro a Piazza. Numeri che confermano una tendenza chiara: il taglio delle accise ha rappresentato solo un palliativo, un intervento tampone destinato a esaurire rapidamente i suoi effetti. La pressione dei mercati internazionali e il caro energia continuano infatti a spingere verso l’alto i prezzi dei carburanti, erodendo nel giro di pochi giorni i benefici fiscali concessi.
E lo scenario futuro non lascia spazio all’ottimismo. Quando le accise torneranno ai livelli ordinari, il rischio concreto è quello di vedere il gasolio raggiungere – e forse superare in breve tempo – quota 2,50 euro al litro. Una prospettiva che, fino a poco tempo fa, sembrava estrema ma che oggi, alla luce del trend in atto, potrebbe rivelarsi persino prudente. Per famiglie e imprese del territorio, già messe a dura prova dall’aumento generalizzato dei costi, si profila dunque una nuova fase di difficoltà. Il caro carburanti continua la sua corsa e, senza interventi strutturali, la sensazione è che il peggio debba ancora arrivare.
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