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26 Marzo 2026 - 11:23
La questione dell’invasione dei “parchi eolici” torna di strettissima attualità, anche perchè i progetti nascono letteralmente “più dei funghi”.
Alla ribalta nell’ultima settimana la vertenza della società “Trynyty Wind S.r.l.” che aveva presentato alla Provincia di Savona una richiesta per realizzare il parco eolico denominato “Bric dell’Eremita”, nei Comuni di Cairo Montenotte e Pontinvrea. Il progetto prevedeva l’installazione di sei turbine eoliche, alte quasi 200 metri, per una potenza complessiva di 27 megawatt, con alcune modifiche agli strumenti urbanistici locali.
Tuttavia, il percorso autorizzativo si era fermato a causa di un elemento cruciale: l’energia prodotta avrebbe dovuto essere immessa nella rete nazionale tramite la sottostazione elettrica “Magliano-Vado Ligure”, che al momento non è né autorizzata né realizzata. Infatti, l’impianto di collegamento è stato sottoposto a una valutazione di impatto ambientale separata presso il Ministero dell’Ambiente, che ha espresso un parere negativo sulla compatibilità del progetto.

La Provincia aveva dunque dichiarato improcedibile l’istanza, riconoscendo che il progetto non poteva essere portato avanti senza le infrastrutture necessarie. La società “Trynyty Wind S.r.l” aveva presentato ricorso al Tar che nei giorni scorsi lo ha accolto facendo notare che la stazione elettrica in questione è indicata da più di un progetto eolico e quindi potrebbe ancora ottenere il via libera ed esser attivata.
«Stiamo valutando se ricorrere o meno al Consiglio di Stato, ma in questa fase la ditta deve promuovere una nuova istanza, quindi potrebbe non essere necessario da parte nostra fare ulteriori passi legali», spiegano da Palazzo Nervi.
L’ennesima “tegola” che fa sobbalzare i diversi Comitati locali nati per combattere quelli che definiscono “impianti eolici industriali”: «Sommando i parchi eolici già in funzione e quelli in fase di autorizzazione, nel Savonese ci sono già 160 pale eoliche e una concentrazione pazzesca di progetti. Non più singoli impianti, ma un sistema diffuso che cambia paesaggio, economia e percezione del territorio. Siamo “assediati”, non ne possiamo più di difendere il nostro territorio. È un attacco continuo, qui ormai arriva di tutto e di più».
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