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120 anziani coinvolti, 36 Comuni raggiunti: “Telebenessere in Granda” porta la tecnologia nelle case e combatte l’isolamento

Nel Cebano il progetto ha coinvolto 36 Comuni e attivato 7 percorsi di supporto alla domiciliarità, rafforzando la rete socio-assistenziale del territorio a favore degli anziani più fragili. Il 15 aprile un incontro a Ceva

120 anziani coinvolti, 36 Comuni raggiunti: “Telebenessere in Granda” porta la tecnologia nelle case e combatte l’isolamento

Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI

C’è un filo invisibile che oggi unisce case, persone e servizi: è quello della tecnologia al servizio del benessere. Ed è proprio questo il cuore di “Telebenessere in Granda: funzione sociale per essere connessi con il mondo esterno”, il progetto che ha trasformato un’idea ambiziosa in una rete concreta di supporto per gli anziani non autosufficienti della provincia di Cuneo.

Mercoledì 15 aprile alle ore 17, presso la Sala Romano dell’Unione Montana (Ceva, via Case Rosse 1, località San Bernardino), si terrà la serata di restituzione al territorio del progetto, un incontro aperto al pubblico pensato per raccontare risultati, ricadute e prospettive di un’iniziativa finanziata nell’ambito della Missione 5 del PNRR – Inclusione e coesione, investimento 1.1.2.

Il percorso, iniziato nel luglio 2023 e concluso a marzo, ha avuto come obiettivo l’utilizzo della tecnologia per incentivare e supportare l’autonomia degli anziani non autosufficienti, favorendone la permanenza a domicilio e contrastando il rischio di isolamento.

L’Unione Montana cebana è uno dei numerosi enti coinvolti nel progetto, che ha visto complessivamente impegnate 6 équipe territoriali su cinque aree differenti, per un totale di 120 anziani in tutta la provincia di Cuneo. Solo nel territorio dell’Unione Montana Valli Mongia, Cevetta, Langa Cebana e Alta Valle Bormida sono stati interessati 36 Comuni, con 11 beneficiari contattati e 7 attivi, quasi il doppio rispetto ai 6 inizialmente attesi.

La capillarità dell’intervento ha permesso, attraverso una serie di dispositivi, di prolungare la permanenza a domicilio dei destinatari, agevolando i contatti con l’esterno, con l’assistenza sanitaria e sociale, e riducendo l’isolamento legato alle difficoltà dell’età e agli ostacoli nell’uscire di casa. I device distribuiti comprendevano infatti un orologio Digital care protector, un kit di domotica con fascia letto, sensore porta, sensore movimento e presenza e sensore gas e fumo, oltre a tablet, televisore eVisus Basic e smart TV.

L’utilizzo di questi strumenti digitali ha consentito di supportare non solo l’anziano non autosufficiente, ma anche chi se ne prende cura, promuovendo nuove forme di socializzazione anche a distanza e contribuendo a prevenire l’istituzionalizzazione. In questo modo, l’anziano può restare nella propria casa, nel luogo della sua quotidianità, in sicurezza e dignità, continuando a partecipare, anche da remoto, alla vita della comunità.

L’incontro di mercoledì 15 aprile sarà quindi l’occasione per condividere con l’intera collettività le ricadute ottenute durante il percorso, in uno scambio di buone pratiche con cittadini, destinatari del progetto e famiglie.

Il progetto è promosso dal Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese, ente capofila, in partenariato con il Servizio Socio-assistenziale dell’Unione Montana delle Valli Mongia e Cevetta Langa Cebana e Alta Valle Bormida, il Consorzio per i Servizi Socio Assistenziali del Monregalese, il Consorzio Monviso Solidale, il Consorzio Socio-Assistenziale Alba-Langhe-Roero, il Servizio Sociale Intercomunale Ambito di Bra e le cooperative Animazione Valdocco, Ge.s.a.c., Progetto Emmaus e Proposta 80.

A sottolineare il valore della sperimentazione è la dottoressa Eleonora Rosso, responsabile del Servizio Socio-assistenziale: “Questo progetto, da immaginare difficilmente concretizzabile sul nostro vasto territorio, in realtà ha avvicinato i nostri anziani e ridotto il loro senso di solitudine, attraverso l'inclusione sociale e digitale, ha rafforzato la rete territoriale di supporto e promosso nuove collaborazioni con le persone, l'ente locale, i soggetti del terzo settore e le associazioni di volontariato. L'obiettivo principale è quello di rendere possibile la permanenza al proprio domicilio delle persone anziane, in sicurezza, con dignità e partecipazione. Come servizio sociale cercheremo di dare continuità a questo progetto e consolidarne alcune delle attività, in particolare rispetto all'utilizzo dei dispositivi digitali perché possano essere strumenti di monitoraggio anche a distanza e il servizio essere presenza socializzante.”

Parole a cui si aggiungono quelle, altrettanto entusiaste, del presidente dell’Unione Montana Valli Mongia e Cevetta Langa Cebana e Alta Valle Bormida, nonché sindaco del Comune di Ceva, Fabo Mottinelli: “Il percorso ha portato ricadute estremamente positive, concretamente misurabili sulla qualità della vita dei diretti beneficiari. La nostra Unione Montana ha saputo raggiungere, con questo progetto, persone anziane che, altrimenti, sarebbero rimaste isolate. Tramite Telebenessere in Granda, invece, i cittadini in maggiore situazione di fragilità per questioni legate all’età e alla salute sono entrati in una rete di aiuto e sostegno dove loro e i loro caregiver sono diventati parte di un sistema più ampio. L’aiuto permette così loro di restare a casa più a lungo, il più a lungo possibile, evitando soggiorni e ricoveri in strutture. Ringrazio il Servizio Socio-assistenziale della nostra Unione Montana e tutti gli altri partner ed enti che hanno portato avanti l’iniziativa in tutta la provincia e ne hanno assicurato la buona riuscita, dando così, davvero, benessere a chi ne ha più bisogno.”

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