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Carrello della spesa sempre più caro: l’effetto Medio Oriente riaccende inflazione e bollette

Marzo chiude a +1,7%, ma energia e alimentari spingono il carrello della spesa al +2,2%. Famiglie già sotto pressione

Carrello della spesa sempre più caro: l’effetto Medio Oriente riaccende inflazione e bollette

Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI

L’onda lunga delle tensioni in Medio Oriente inizia a farsi sentire anche nelle tasche degli italiani. I primi dati diffusi dall’Istat fotografano un ritorno dell’inflazione in crescita, alimentato soprattutto dall’aumento dei costi energetici e, a cascata, dei beni di consumo quotidiano.

A marzo l’indice dei prezzi registra un +0,5% su base mensile e un +1,7% su base annua, in accelerazione rispetto al mese precedente. Un segnale che, pur restando sotto controllo, indica un cambio di passo dopo mesi più stabili.

 

Energia e alimentari trainano i rincari

 

A spingere verso l’alto l’inflazione sono soprattutto i prezzi dell’energia, che rallentano la discesa e tornano a incidere con più forza, insieme agli alimentari freschi che registrano un aumento marcato. Il risultato è una crescita più evidente proprio nei beni essenziali.

Il cosiddetto “carrello della spesa” – che comprende cibo, prodotti per la casa e per la persona – segna infatti un +2,2% su base annua. Un dato che colpisce direttamente i consumi quotidiani e rende l’inflazione più percepita dalle famiglie.

 

Carburanti, prezzi in salita e nodo accise

 

Tra i fattori più critici c’è il caro carburanti. A fine marzo i prezzi medi nazionali si attestano intorno a 1,74 euro al litro per la benzina e oltre 2,05 euro per il gasolio, con una tendenza al rialzo legata al costo del petrolio. Senza il taglio temporaneo delle accise introdotto dal governo, i prezzi sarebbero già ben oltre i 2 euro al litro.

Ma il vero punto di svolta è imminente: lo sconto sulle accise – circa 25 centesimi al litro – scade il 7 aprile. Se non venisse rinnovato, benzina e diesel potrebbero superare rapidamente quota 2,3 euro al litro, con il rischio di ulteriori rincari lungo tutta la filiera.

  

Prezzi: cosa sale e cosa rallenta

 

Nel dettaglio, aumentano soprattutto i costi legati a carburanti ed energia domestica, mentre rallentano alcuni servizi, come quelli legati al tempo libero, ai trasporti e alla casa. Anche l’inflazione di fondo, al netto delle componenti più volatili, mostra un leggero raffreddamento.

Su base mensile, il rialzo è trainato in particolare dagli energetici – sia regolamentati sia liberi – oltre che dai trasporti e dagli alimentari non lavorati. Una dinamica solo parzialmente compensata dalla flessione di alcuni servizi.

 

L’Europa segue lo stesso trend

 

Non è solo l’Italia a registrare questa inversione. Nell’Eurozona l’inflazione sale al 2,5%, con l’energia ancora una volta principale responsabile dell’aumento. Tra i Paesi europei, alcuni registrano livelli ancora più elevati, segno di una pressione diffusa su scala continentale.

 

L’impatto sulle famiglie

 

Le associazioni dei consumatori parlano di una fase ancora iniziale ma già preoccupante. Secondo le stime, l’aumento dei prezzi comporta per una famiglia media una spesa aggiuntiva di oltre 500 euro l’anno, che può salire ulteriormente per i nuclei più numerosi.

Il comparto alimentare risente direttamente dei rincari dei carburanti, mentre l’energia resta l’osservato speciale. La possibile fine degli sconti sulle accise rischia infatti di provocare un nuovo scatto dei prezzi alla pompa e, di conseguenza, ulteriori aumenti lungo tutta la filiera.

 

Il rischio nei prossimi mesi

 

Molti osservatori invitano alla prudenza: l’inflazione attuale potrebbe essere solo l’inizio di una nuova fase di crescita. Tra Pasqua, turismo e trasporti, aprile potrebbe segnare un’ulteriore accelerazione.

Il quadro resta quindi incerto. Se da un lato il sistema sembra reggere l’urto iniziale, dall’altro il protrarsi delle tensioni internazionali potrebbe riaccendere una spirale inflattiva capace di frenare i consumi e mettere sotto pressione il potere d’acquisto delle famiglie italiane.

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