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03 Aprile 2026 - 10:41
Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge sui carburanti: confermata la proroga del taglio delle accise fino al 1° maggio. La misura, che sarebbe scaduta il 7 aprile, viene così estesa per contenere l’impatto dei rincari su benzina e gasolio, che intanto continuano a correre, con il diesel ormai costantemente sopra i 2 euro al litro in molti distributori.
Il provvedimento è stato approvato al termine di un Cdm lampo durato pochi minuti. “Abbiamo appena approvato il decreto legge e proroghiamo il taglio delle accise fino al primo di maggio”, ha dichiarato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al termine della riunione.
Il ministro ha chiarito che l’intervento non si limita alla sola proroga dello sconto fiscale: “C’è anche un intervento mirato sulle aziende agricole, cui viene esteso il taglio delle imposte già adottato per la pesca”.
Secondo quanto emerso, il decreto recepisce inoltre l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria sul piano Transizione 5.0, dopo le tensioni dei giorni scorsi sui crediti d’imposta.
Sul fronte delle coperture, il costo complessivo dell’operazione si aggira intorno ai 500 milioni di euro. “Per la copertura della proroga sono stanziati 500 milioni, risorse recuperate sull’Ets”, ha spiegato Giorgetti. Una parte delle risorse deriva anche dal maggior gettito IVA legato all’aumento dei prezzi energetici, mentre il resto proviene dal sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂.
La proroga consente di mantenere uno sconto di circa 24 centesimi al litro su benzina e gasolio, evitando nuovi rialzi alla pompa in una fase di forte volatilità dei mercati energetici.
Giorgetti ha però lasciato intendere che la situazione resta legata agli sviluppi internazionali: se il contesto non dovesse migliorare, potrebbero rendersi necessari ulteriori interventi. In particolare, il ministro ha sottolineato che, con il protrarsi delle tensioni geopolitiche, “se il quadro non cambia” sarà inevitabile una riflessione più ampia anche sui margini di bilancio e sul deficit.
Il decreto si inserisce quindi in una strategia di breve periodo per contenere l’emergenza prezzi, mentre restano aperte le incognite sull’evoluzione del costo dell’energia e sulle prossime mosse del governo. Intanto, dalle associazioni dei consumatori arrivano critiche: secondo il Codacons, la proroga non sarebbe sufficiente a compensare i rincari, con il gasolio già oltre i 2 euro al litro in diverse regioni.
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