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Pasqua vicino casa: addio mete lontane, vince la fuga tra agriturismi e sapori autentici

Tra guerra, rincari e incertezza, si sceglie la tranquillità. Boom di soggiorni di prossimità: oltre 2 milioni di italiani rinunciano all’estero. Coldiretti: “Vince autenticità, cucina e territorio”

Pasqua vicino casa: addio mete lontane, vince la fuga tra agriturismi e sapori autentici

Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI

Altro che mete esotiche e voli intercontinentali: la Pasqua 2026 segna il ritorno deciso alla vacanza “vicino casa”. Tra rincari, tensioni internazionali e incertezze economiche, gli italiani cambiano rotta e riscoprono il turismo di prossimità, premiando agriturismi, borghi e territori locali.

A delineare il quadro è l’analisi di Coldiretti/Terranostra Campagna Amica diffusa alla vigilia del weekend pasquale. I numeri parlano chiaro: oltre due milioni di italiani hanno scelto di non partire per l’estero, frenati soprattutto dall’aumento dei costi dei voli e dei carburanti, ma anche dal clima di instabilità legato ai conflitti internazionali.

Il risultato è una vera e propria svolta nelle abitudini di viaggio: il 44% degli italiani trascorrerà le festività all’interno della propria regione, privilegiando soluzioni accessibili, sicure e capaci di offrire esperienze autentiche.

 

 

In questo scenario, a vincere è senza dubbio l’agriturismo, che si conferma come la formula ideale per un turismo più lento e consapevole. “Il trend è quello di privilegiare un’offerta che unisce ospitalità, ristorazione ed esperienza vicino casa, di cui proprio l’agriturismo rappresenta l’espressione migliore”, spiega Stefania Grandinetti, presidente di Terranostra Piemonte.

Un modello che intercetta bisogni concreti e sempre più diffusi. “È un'offerta concreta, radicata nel territorio, che risponde a bisogni reali: sicurezza, autenticità, sana alimentazione, natura e ambiente”, aggiunge Grandinetti, sottolineando come il contatto diretto con il territorio sia diventato un elemento centrale nella scelta dei viaggiatori.

 

Il vero motore di questa tendenza, però, resta la tavola. “La cucina contadina si conferma il motore più potente di questa scelta: i viaggiatori mostrano una crescente propensione a costruire il proprio viaggio attorno all'enogastronomia e all’identità dei territori”, evidenzia ancora la presidente di Terranostra Piemonte. Un fenomeno che trasforma il soggiorno in un’esperienza immersiva tra sapori, tradizioni e prodotti locali.

 

 

Se il turismo interno cresce, quello internazionale invece rallenta. A pesare è soprattutto la situazione geopolitica. “Le presenze di origine nazionale dovrebbero dunque controbilanciare nelle campagne l’atteso calo di turisti stranieri a causa della guerra in Iran”, spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.

Le criticità riguardano in particolare alcuni mercati chiave: “L’incertezza legata alla guerra mette in dubbio soprattutto gli arrivi degli americani, mentre la difficile situazione economica della Germania limita le ferie dei vacanzieri tedeschi”, aggiungono.

Nonostante questo, il Piemonte guarda con fiducia alla stagione turistica, forte di un’offerta ampia e diversificata. “Il Piemonte ha variegate opportunità: dalle città ai laghi, dalla montagna alla collina. Oltretutto, non mancano i piccoli borghi che valorizzano le eccellenze locali e custodiscono la biodiversità”, sottolineano Brizzolari e Rivarossa.

E proprio nei borghi e nelle campagne si gioca la partita della Pasqua 2026: un turismo più sostenibile, più consapevole e sempre più legato al territorio. Meno voli e meno chilometri, ma più esperienze autentiche, più gusto e più identità.

La sensazione è che non si tratti solo di una scelta dettata dall’emergenza, ma di un cambiamento più profondo nelle abitudini degli italiani. Una nuova idea di viaggio, dove a contare non è la distanza, ma la qualità dell’esperienza. E dove, almeno per questa Pasqua, la meta migliore è spesso quella più vicina.

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