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12 Aprile 2026 - 15:26
Le dichiarazioni del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha evocato il rischio di una recessione, arrivano a confermare una situazione che le micro, piccole e medie imprese stanno già vivendo da mesi. “Non è più il tempo degli allarmi – dichiara Giovanni Genovesio, Presidente CNA Piemonte – perché molte imprese sono già dentro una crisi reale, fatta di calo degli ordinativi, margini ridotti e difficoltà crescenti nel sostenere i costi”. CNA Piemonte sottolinea come questi segnali siano stati più volte portati all’attenzione delle istituzioni senza che si sia registrato finora un cambio di passo adeguato.
“Quello che oggi viene riconosciuto a livello nazionale – evidenzia Delio Zanzottera, Segretario CNA Piemonte – è ciò che denunciamo da tempo: una fase di rallentamento profondo che rischia di trasformarsi in recessione diffusa se non si interviene subito”. I dati raccolti anche attraverso gli strumenti del sistema CNA e gli indicatori legati agli ammortizzatori sociali confermano una crescente difficoltà, con un ricorso sempre più frequente a strumenti di sostegno al reddito e una contrazione diffusa dell’attività in diversi comparti chiave dell’artigianato e della piccola impresa. Per l’Associazione il punto non è più analizzare lo scenario, ma agire. Il rischio maggiore resta quello dell’inerzia, che finirebbe per scaricare il peso della crisi proprio su micro, piccole e medie imprese, cuore del sistema produttivo piemontese.

“Servono interventi immediati su liquidità e credito – prosegue Genovesio – insieme a una riduzione concreta dei costi che oggi stanno comprimendo la capacità delle imprese di resistere e investire”. “Ma serve anche un cambio di passo nei rapporti tra imprese e Pubblica Amministrazione – aggiunge Zanzottera –: oggi più che mai è necessario costruire un dialogo diretto tra imprese e uffici pubblici per individuare soluzioni concrete. Troppo spesso cavilli burocratici impediscono risposte di buon senso, rallentando o bloccando attività che potrebbero invece ripartire rapidamente”.
CNA Piemonte richiama quindi la necessità di una risposta urgente e coordinata, a livello nazionale e regionale, in grado di sostenere il tessuto produttivo e rilanciare la fiducia. “Non servono prove muscolari – concludono Genovesio e Zanzottera –. Servono decisioni nei prossimi giorni, non nelle prossime settimane. Ogni ritardo rischia di tradursi nella chiusura di migliaia di imprese che non riapriranno più, con conseguenze pesanti anche sul lavoro e sulla tenuta sociale dei territori”.
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