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Targa commemorativa con la foto del Duce. L’ANPI: «Siamo sconcertati»

Non si placa la polemica. Anche Avs all’attacco del Comune di Piozzo che risponde: «Immagini già cancellate»

Targhe commemorative con l'a foto del Duce. L’ANPI: «Siamo sconcertati»

La targa al centro della polemica: al centro, i volti del re e di Mussolini, poi cancellati

Non si placa la polemica in merito alle targhe commemorative dedicate ai soldati di Piozzo recentemente inaugurate, che riportavano i volti di Benito Mussolini e del Re Vittorio Emanuele III. Dopo le esternazioni della deputata Chiara Gribaudo (PD) e la conseguente risposta del Comune, ora tocca all' ANPI uscire allo scoperto.

 

 

«“Costruire una civiltà capace di comprendere, non di distruggere”. Una citazione dall'intervento del sindaco di Piozzo in occasione della posa di due targhe a ricordo dei caduti del suo paese nelle due guerre mondiali, targhe in mezzo alle quali spicca la poesia di Ungaretti "Cessate di uccidere i morti", un grido di dolore contro la violenza che persiste anche dopo la morte – si legge nella nota a firma Paolo Allemano, presidente ANPI della Provincia di Cuneo –. Nobile azione e nobili sentimenti, ma desta sconcerto la presenza su una delle due targhe del volto del duce e del re e dell'aquila che artiglia il fascio littorio: o mandanti dell'azione di guerra che ha causato la morte degli uomini che si ricordano e un simbolo che perpetra l'immagine della violenza e della volontà di dominio. Chiediamo che si ponga rimedio rapidamente rimuovendo i simboli, in primis per il rispetto della comunità di Piozzo e dei suoi caduti. Crediamo che sia improcrastinabile una riflessione autentica sulle guerre di aggressione volute dal fascismo, guerre che tante vite hanno strappato alla loro terra».

La lapide "incriminata", dalla quale ora sono stati cancellati i volti del re e di Mussolini

AVS: «Siamo sdegnati, perché il Comune le ragioni di questa scelta»

 

«L'installazione a Piozzo di due targhe commemorative dedicate ai soldati della Prima e della Seconda Guerra Mondiale avrebbe potuto rappresentare un momento importante di memoria civile e comunitaria – si legge in un comunicato del Gruppo AVS –. Proprio per questo riteniamo grave e inaccettabile che una delle targhe riporti l'immagine di Benito Mussolini e il simbolo del fascio littorio. Ricordare i caduti e i reduci delle guerre significa restituire dignità alle persone, alle famiglie e alla storia di una comunità. Non può però trasformarsi in una legittimazione di simboli e figure del regime fascista. Il fascismo non è un dettaglio iconografico né un semplice elemento d'epoca: è stato un regime dittatoriale, responsabile della soppressione delle libertà democratiche, della persecuzione degli oppositori, delle leggi razziali, della guerra e di lutti profondissimi per il nostro Paese. La presenza del volto di Mussolini e del fascio littorio su una targa pubblica, collocata in un contesto commemorativo, rischia di produrre un messaggio ambiguo e offensivo nei confronti dei valori antifascisti su cui si fonda la Repubblica italiana. Esprimiamo quindi il nostro sdegno e chiediamo che l'amministrazione comunale chiarisca pubblicamente le ragioni di questa scelta, assumendosi la responsabilità politica e istituzionale di quanto avvenuto. Chiediamo inoltre che la targa venga rimossa in modo da escludere qualsiasi forma di celebrazione, normalizzazione o legittimazione del fascismo. La memoria storica è un dovere, ma deve essere esercitata con rigore, rispetto e consapevolezza. Onorare i caduti non significa esporre simboli di un regime che ha trascinato l'Italia nella guerra e nella dittatura. Significa, al contrario, riaffermare con forza i valori della libertà, della democrazia, della pace e dell'antifascismo. La memoria non può essere neutrale davanti al fascismo».

 

Il Comune: «Le immagini sono già state cancellate»

 

«L'intenzione è quella di ricordare i nostri piozzesi, che sono dovuti partire, soldati, per andare in guerra. L'idea mi è stata proposta dall'Associazione Volontari per l'arte e io l'ho condivisa. Le immagini finite al centro della polemica sono state già cancellate», la risposta del Comune

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