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Gribaudo polemica: «Sulla targa, il volto di Mussolini». La risposta: «Cancelliamo la storia, con il pennarello»

L'intervento della deputata del Pd e la risposta dell'Associazione e del Comune. La lapide ricorda i soldati del paese, con le foto di ognuno

Polemica Gribaudo: «Sulla targa, il volto di Mussolini». La risposta: «Cancelliamo la storia, con il pennarello»

La lapide "incriminata", dalla quale ora sono stati cancellati i volti del re e di Mussolini

A Piozzo il ricordo della storia si è trasformato, purtroppo, in terreno di scontro. La recente installazione di due targhe commemorative, pensate per onorare i cittadini che hanno vissuto e sofferto gli anni della guerra, ha infatti acceso una polemica che va ben oltre i confini del piccolo centro ai piedi delle Langhe.

Le due lapidi sono state presentate lo scorso 27 aprile, in occasione delle celebrazioni per la Festa della Liberazione. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Volontari per l’arte, nasce con un intento chiaro: ricordare i volti e le storie dei piozzesi che hanno partecipato alla lotta di Liberazione e di coloro che partirono per i fronti di guerra.

Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Sergio Lasagna, amministratori locali, il Gruppo Alpini, rappresentanti delle associazioni del territorio e anche gli alunni delle scuole. Un momento partecipato, con un messaggio dichiaratamente antifascista e volto a trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria.

A distanza di pochi giorni, però, è arrivata la dura presa di posizione della deputata del Partito Democratico Chiara Gribaudo.

Secondo la parlamentare, una delle targhe presenta elementi inaccettabili, tra cui il ritratto di Benito Mussolini e simboli riconducibili al fascismo, come l’aquila che artiglia il fascio littorio.

«Ricordare i morti della Seconda guerra mondiale è un conto – ha dichiarato – ma utilizzare questa occasione per installare simboli fascisti è inaccettabile, soprattutto durante le celebrazioni del 25 aprile».

Gribaudo ha quindi chiesto una modifica o la rimozione della targa, definendo l’installazione inaccettabile e in contrasto con il significato della Liberazione.


Al centro, i volti del re e di Mussolini, poi cancellati

A risponderle è Felicina Priola, referente dell’Associazione Volontari per l’arte e studiosa di storia locale, tra le promotrici del progetto, la quale respinge le accuse, spiegando che l’intento era esclusivamente storico e documentale: rappresentare tutti i protagonisti di quel periodo, inclusi quelli legati a pagine più controverse e drammatiche della storia italiana.

Di fronte alle polemiche, i Volontari per l'arte hanno comunque scelto un gesto simbolico: cancellare con un pennarello indelebile le figure di Mussolini e del re dalle targhe.

«Cancelliamo la storia, ma solo per amore di pace» ha spiegato Felicina Priola, sottolineando come la vicenda abbia generato tensioni che si sarebbero potute evitare.

Il sindaco, Sergio Lasagna, aggiunge: «L'intenzione è quella di ricordare i nostri piozzesi, che sono dovuti partire, soldati, per andare in guerra. L'idea mi è stata proposta dall'Associazione Volontari per l'arte e io l'ho condivisa. Le immagini finite al centro della polemica sono state già cancellate».

La vicenda di Piozzo riapre una questione mai del tutto sopita: come raccontare la storia senza banalizzarla né ferire la sensibilità collettiva.

Da un lato, c’è l’esigenza di ricordare in modo completo, senza rimuovere anche le figure più controverse; dall’altro, il rischio che determinati simboli possano essere percepiti come una legittimazione o una mancanza di rispetto verso i valori della Resistenza.

In un contesto internazionale segnato da nuovi conflitti e tensioni, il tema della memoria storica torna centrale. Ricordare significa anche scegliere come farlo.

A Piozzo, una commemorazione nata per unire ha finito per dividere. Ma proprio da queste fratture può nascere un confronto più profondo sul valore della storia e sul modo in cui decidiamo di trasmetterla alle generazioni future.

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