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Classificazione Comuni montani: tra le Regioni ancora nessun accordo

Intesa rimandata sui criteri della nuova legge sulla montagna: parametri più stringenti minacciano oltre 2.000 comuni; il Piemonte chiede tutele per aree fragili.

Classificazione Comuni montani: alla conferenza delle Regioni ancora nessun accordo
Non c'è ancora accordo tra le Regioni circa i criteri con cui, secondo la nuova legge della montagna, saranno riclassificati i Comuni italiani. In seguito alla pubblicazione della nuova legge infatti sono stati rivisti i criteri con cui i vari centri abitati saranno definiti montani, collinari o di pianura. Il tema sta facendo molto discutere perchè i nuovi parametri, ben più stringenti, potrebbero sancire la riclassificazione di più di 1000 Comuni. tra questi, nel monregalese rischiano Briaglia, Pianfei, Cigliè e Lesegno. Nella provincia di Cuneo sono 17 i paesi che potrebbero cambiare status.
Dopo un primo rinvio si è tenuto un nuovo faccia a faccia oggi, in sede di Conferenza delle Regioni, per raggiungere un accordo in tal senso. Anche in questa sede però si è dovuta registrare una fumata nera circa il raggiungimento dell'intesa auspicata dal Ministero degli Affari Regionali e delle Autonomie, Roberto Calderoli.
L'assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo, ha ribadito con forza la necessità di tutelare le specificità dei territori appenninici, in particolare nelle province di Asti e Alessandria, affinché i nuovi criteri non penalizzino aree che presentano fragilità strutturali e caratteristiche socio-economiche tipiche della montagna.
Nel confronto istituzionale è stato al contempo confermato il valore e l’impianto complessivo della legge sulla montagna approvata lo scorso settembre, considerata un passo fondamentale e condiviso per il rafforzamento delle politiche nazionali a favore dei territori montani.
Il Piemonte continuerà a lavorare in modo costruttivo all’interno del tavolo Stato-Regioni per contribuire a una soluzione equilibrata, capace di coniugare l’impianto della riforma con la reale tutela dei territori.
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