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Dove volano i giganti: 900 avvoltoi nei cieli del Cuneese, nel 2025

Le montagne della Granda sono il cuore della conservazione alpina. Tutti i dati dell'ultimo report

Nel 2025 osservati 900 avvoltoi in volo sul Cuneese

Grifone, foto P. Bolla per le Aree Protette Alpi Marittime

Provincia di Cuneo si conferma uno dei territori più importanti dell’arco alpino per la presenza e il monitoraggio degli avvoltoi. Lo attestano i dati raccolti nel corso del 2025 e pubblicati nel numero 10 di Avvoltoi Piemonte, il foglio informativo digitale curato dal Centro di referenza regionale avvoltoi e rapaci alpini, con sede presso gli Enti di gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime e delle Alpi Cozie.

Una novità significativa caratterizza questa edizione: a differenza degli anni precedenti, in cui il bollettino usciva con cadenza semestrale, il numero 10 raccoglie in un’unica pubblicazione tutti i dati relativi all’intero 2025, offrendo così una visione complessiva e dettagliata dello stato delle popolazioni di grandi necrofagi sulle Alpi piemontesi.

Per quanto riguarda il territorio della Provincia di Cuneoescluse le Valli Po e Varaita – sono state registrate 70 osservazioni di gipeto (Gypaetus barbatus). Gli avvistamenti, compresi quelli legati al monitoraggio del nido della coppia riproduttiva della Valle Maira, hanno riguardato complessivamente almeno 5 adulti, 3 individui immaturi e 5 giovani. Tra questi spiccano Roman, maschio della coppia della Valle Maira, e Soffio, il giovane figlio della coppia, involato con successo nel mese di luglio, un evento di grande rilevanza per la conservazione della specie.

Ancor più consistenti i numeri del grifone (Gyps fulvus), la specie di avvoltoio più frequentemente osservata. Nel corso dell’anno sono state effettuate 94 osservazioni per un totale di 828 esemplari. Il grifone è stato segnalato in numerose valli cuneesi: Gesso, Pesio, Tanaro, Vermenagna, Stura di Demonte, Maira, Grana e Josina. Il gruppo più numeroso, con oltre 60 individui, è stato avvistato in Alta Valle Maira, confermando l’area come uno dei principali corridoi di passaggio e alimentazione.

Più rara, ma non meno significativa, la presenza dell’avvoltoio monaco (Aegypius monachus): 11 osservazioni complessive, relative a 15 esemplari. Tra queste, una ha riguardato Remigio, maschio immaturo di origine spagnola, riconosciuto grazie agli anelli del Ministero dell’Ambiente spagnolo. Recuperato in difficoltà a Sampeyre il 3 giugno, Remigio è stato curato dal CRAS di Bernezzo e rilasciato il 18 agosto in Alta Valle Stura di Demonte, dotato di GPS per il monitoraggio.

La sua storia, però, si è conclusa tragicamente: il 15 settembre Remigio è stato ritrovato morto in Spagna. Le cause del decesso non sono ancora state chiarite, a testimonianza delle numerose minacce che questi grandi rapaci affrontano lungo le rotte di spostamento, spesso oltre i confini nazionali.

Nel complesso, i dati del 2025 restituiscono l’immagine di un territorio fondamentale per la conservazione degli avvoltoi alpini, ma anche di un equilibrio ancora fragile, che richiede continuità nel monitoraggio, collaborazione internazionale e un costante impegno nella tutela degli habitat montani.

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