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15 Gennaio 2026 - 17:58
Grifone, foto P. Bolla per le Aree Protette Alpi Marittime
Provincia di Cuneo si conferma uno dei territori più importanti dell’arco alpino per la presenza e il monitoraggio degli avvoltoi. Lo attestano i dati raccolti nel corso del 2025 e pubblicati nel numero 10 di Avvoltoi Piemonte, il foglio informativo digitale curato dal Centro di referenza regionale avvoltoi e rapaci alpini, con sede presso gli Enti di gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime e delle Alpi Cozie.
Una novità significativa caratterizza questa edizione: a differenza degli anni precedenti, in cui il bollettino usciva con cadenza semestrale, il numero 10 raccoglie in un’unica pubblicazione tutti i dati relativi all’intero 2025, offrendo così una visione complessiva e dettagliata dello stato delle popolazioni di grandi necrofagi sulle Alpi piemontesi.
Per quanto riguarda il territorio della Provincia di Cuneo – escluse le Valli Po e Varaita – sono state registrate 70 osservazioni di gipeto (Gypaetus barbatus). Gli avvistamenti, compresi quelli legati al monitoraggio del nido della coppia riproduttiva della Valle Maira, hanno riguardato complessivamente almeno 5 adulti, 3 individui immaturi e 5 giovani. Tra questi spiccano Roman, maschio della coppia della Valle Maira, e Soffio, il giovane figlio della coppia, involato con successo nel mese di luglio, un evento di grande rilevanza per la conservazione della specie.
Ancor più consistenti i numeri del grifone (Gyps fulvus), la specie di avvoltoio più frequentemente osservata. Nel corso dell’anno sono state effettuate 94 osservazioni per un totale di 828 esemplari. Il grifone è stato segnalato in numerose valli cuneesi: Gesso, Pesio, Tanaro, Vermenagna, Stura di Demonte, Maira, Grana e Josina. Il gruppo più numeroso, con oltre 60 individui, è stato avvistato in Alta Valle Maira, confermando l’area come uno dei principali corridoi di passaggio e alimentazione.
Più rara, ma non meno significativa, la presenza dell’avvoltoio monaco (Aegypius monachus): 11 osservazioni complessive, relative a 15 esemplari. Tra queste, una ha riguardato Remigio, maschio immaturo di origine spagnola, riconosciuto grazie agli anelli del Ministero dell’Ambiente spagnolo. Recuperato in difficoltà a Sampeyre il 3 giugno, Remigio è stato curato dal CRAS di Bernezzo e rilasciato il 18 agosto in Alta Valle Stura di Demonte, dotato di GPS per il monitoraggio.
La sua storia, però, si è conclusa tragicamente: il 15 settembre Remigio è stato ritrovato morto in Spagna. Le cause del decesso non sono ancora state chiarite, a testimonianza delle numerose minacce che questi grandi rapaci affrontano lungo le rotte di spostamento, spesso oltre i confini nazionali.
Nel complesso, i dati del 2025 restituiscono l’immagine di un territorio fondamentale per la conservazione degli avvoltoi alpini, ma anche di un equilibrio ancora fragile, che richiede continuità nel monitoraggio, collaborazione internazionale e un costante impegno nella tutela degli habitat montani.
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