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Da Milano Cortina ad Amsterdam 1928: la battaglia delle donne, che cambiò lo sport

Prima di allora, le ragazze non erano ammesse ai Giochi olimpici. L'attrice Sara Dho porta sul palco la figura straordinaria di Alice Milliat

Da Milano Cortina ad Amsterdam 1928: la battaglia delle donne, che cambiò lo sport

Sara Dho, foto Centro Asteria

In questi giorni in cui l’Italia accende il fuoco olimpico e Milano Cortina 2026 prende ufficialmente il via con la cerimonia inaugurale di oggi, 6 febbraio, lo sport diventa più che mai racconto, memoria e occasione di riflessione. È proprio dentro questo clima simbolico che si inserisce il nuovo spettacolo dell’attrice vicese Sara Dho, un lavoro teatrale che guarda alle Olimpiadi non solo come competizione, ma come terreno di conquiste civili e sociali.

Lo spettacolo, “Immaginate l’impossibile. Alice Milliat e le prime donne alle Olimpiadi”, riporta il pubblico ad Amsterdam, 1928, un anno spartiacque nella storia dello sport mondiale. Per la prima volta, alle donne viene consentito di partecipare ai Giochi Olimpici in cinque discipline dell’atletica leggera. Oggi può sembrare un dettaglio quasi ovvio, ma all’epoca fu una rivoluzione che scardinò pregiudizi culturali, politici e scientifici durissimi a morire.

Al centro della narrazione c’è Alice Milliat, figura straordinaria e ancora troppo poco conosciuta: dirigente sportiva, attivista, definita non a caso la “suffragetta dello sport”. Fu lei, prima manager donna del mondo sportivo, a guidare una battaglia ostinata per il riconoscimento delle atlete, sfidando il Comitato Olimpico Internazionale e un sistema che considerava lo sport femminile inappropriato, se non addirittura pericoloso. Senza la sua visione e la sua determinazione, la storia delle Olimpiadi – e dello sport moderno – sarebbe stata molto diversa.

Sara Dho dà corpo e voce a questa epopea civile con un lavoro intenso e accessibile, pensato in particolare per le nuove generazioni. Uno spettacolo che invita a “immaginare l’impossibile”, proprio come fecero quelle prime atlete che osarono correre, saltare e lanciare contro ogni divieto. Le luci di Giovanni Tammaro accompagnano la narrazione, mentre l’introduzione storica è affidata al professor Sergio Giuntini, docente di Storia dello sport e presidente della Società Italiana di Storia dello Sport, a sottolineare il rigore e il valore educativo del progetto.

L’appuntamento è per il 12 febbraio alle ore 10, al Centro Asteria di Milano, in un evento dedicato alle scuole secondarie di primo e secondo grado. L’iniziativa è valida sia come formazione docenti sia come ore formative per i progetti PCTO, rafforzando il legame tra teatro, scuola e cittadinanza attiva.

Nel momento in cui l’Italia celebra le Olimpiadi del presente e del futuro, lo spettacolo di Sara Dho ci ricorda che ogni medaglia, ogni gara, ogni cerimonia inaugurale poggia sulle spalle di chi, ieri, ha lottato per esserci. E che lo sport, prima ancora che spettacolo, è una potente storia di diritti.

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