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24 Febbraio 2026 - 06:03
Confartigianato Impianti esprime la propria ferma condanna verso l’utilizzo, purtroppo diffuso ma improprio e negativo, del termine “artigianale”, per descrivere impianti elettrici, elettronici e di sicurezza realizzati in modo approssimativo o senza il rispetto delle normative vigenti.
«Un’impresa artigiana – commenta Enrico Einaudi (nella foto sopra), rappresentante Territoriale della Categoria Elettricisti di Confartigianato Cuneo – che realizza impianti ha competenze e requisiti tecnico-professionali riconosciuti dalla legge. Spesso sui mezzi di comunicazione vengono definiti “impianti artigianali” soluzioni prive di progettazione e irregolari e questo rappresenta non solo un danno per la categoria, ma un serio rischio per la sicurezza dei cittadini che potrebbero essere indotti a rivolgersi a soggetti “abusivi” e non qualificati».
«Basta definire come ‘artigianali’ impianti fai da te, - aggiunge Daniela Balestra, presidente di Confartigianato Imprese Cuneo – eseguiti male o irregolari, perché senza abilitazioni e fatti da persone senza competenze adeguate. Un impianto elettrico-elettronico realizzato da un’impresa artigiana è un’opera soggetta a rigorose normative tecniche, che viene progettata in ogni dettaglio, realizzata da installatori abilitati e per il quale si rilascia la dichiarazione di conformità alle norme vigenti».
L’impresa artigiana investe costantemente nella formazione e nell’aggiornamento dei propri tecnici, in strumentazione certificata e sicurezza sul lavoro. Ha un responsabile tecnico che possiede i requisiti previsti dalla legge e opera con metodologie che garantiscono l’incolumità delle persone.
«Invitiamo – conclude Einaudi – gli operatori della comunicazione, le istituzioni e i consumatori a riflettere e a utilizzare il termine “artigianale” in modo appropriato. Artigianato è sinonimo di rispetto delle norme, di eccellenza e di “Fatto su misura”; di imprenditori che ogni giorno operano con competenza e passione per il proprio lavoro».
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